Home

Archivio

Mailing List

Forum

Search

  Dvd

Info

 

Numero 0 - Luglio / 2010

   

News - Approfondimenti

 
   
 
 
 




KNIGHT AND DAY

Dagli Stati Uniti Enrique Ochoa

Un'intrattenimento leggero per una sera d'estate senza pretese? Una reminiscenza di epoche passate, quando Stanley Donen ci deliziava con i suoi thriller romantici (Sciarada, Arabesque) ambientati in giro per l'Europa, prima che si affermasse la formula Bond?
Knight an day è l'esempio perfetto di ciò che significa il cinema popolare moderno.

La pellicola è innanzitutto dotata di una coppia di star che funziona. Tra Tom Cruise e Cameron Diaz c'è quella chimica che ne fa un duo perfetto per Hollywood e poco importa che non somiglino granché rispettivamente a Cary Grant e Gregory Peck o a Audrey Hepburn e Sophia Loren. Le nuove generazioni, abituate all'azione adrenalinica, non lo noteranno.

Dietro la macchina da presa c'è James Mangold, un regista eclettico, capace di affrontare il western (Quel treno per Yuma), il biopic musicale (Walk the line), il drammatico (Girl, interrupted), il thriller (Identity) o il poliziesco (Cop Land). L'interesse in questo caso è intrattenere il pubblico raccontando la storia di un agente segreto della CIA alla Jason Bourne, perseguitato dai colleghi. Mentre gli agenti si distruggono tra loro davanti alla innocente Cameron Diaz, si palesa anche un cattivo spagnolo (il catalano Jordi Moll), alla ricerca di una nuova fonte energetica creata da un nerd intelligentissimo (Paul Dano).

In questo copione standard l'azione incalzante fa svanire poco a poco la situazione romantica tra i due protagonisti. Il film corre tra Salisburgo, Siviglia, la Giamaica e gli Stati Uniti facendo trionfare il patriottismo a stelle e strisce, senza alcuna forma di cinismo come nei romanzi di John Le Carré o dello stesso Bourne, creato da Robert Ludlum.

Per i fan di Tom Cruise (che non abbandona per un istatnte la sua smorfia caratteristica da Risky Business in poi) il film sarà un bel divertimento.
Il cinema è ormai un'industria di effetti speciali dove gli attori si limitano a prestare la loro faccia e non fanno più la differenza. Così è persino possibile che circolino idee malsane come quella di rifare Il Terzo Uomo di Carol Reed. Senza Orson Welles, senza la musica di Anton Karas, senza Vienna distrutta dalla guerra...