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Numero 0 - Gennaio / 2009

   

News - Intervista

 
   
 
 
 




La recensione del film

Intervista a Baz Luhrmann, Nicole Kidman e Hugh Jackman per Australia

Sig. Luhrmann, Australia è stato soprannominato il "Via col vento" australiano, che ne pensa di questo paragone?
Ho iniziato ad amare il cinema grazie a mio padre che proiettava film di vario genere. Tra questi quelli che attiravano persone di ogni età erano proprio quelli come "Via col vento". Spero proprio che sia così, quindi, perché era effettivamente quello che avevo in mente.

Signor Luhrmann, perché ha usato la canzone "Over the Rainbow" del Mago di Oz?
Questo tema musicale è legato al personaggio di Lady Ashley. Tutto il film è trascinato dai suoi sentimenti che richiamano la celebre Dorothy. Anche Lady Sarah compie un lungo viaggio in una terra lontana e piena di misteri, incontra personaggi bizzarri, si rende protagonista di un grande cambiamento emotivo e ambientale.

E' vero che Australia è il primo film di una futura trilogia?
Dopo il successo di "Moulin Rouge" parlai di una trilogia che doveva partire da un grandissimo progetto, quello di realizzare un kolossal di "Alexander" insieme a Dino De Laurentis. Quel progetto però non è mai decollato. Mi sono dedicato alla famiglia, allora, e quando sono nati i miei due figli ho cominciato a pormi delle domande su quale fosse la loro terra, visto che sono nati entrambi in Australia, e anche quale fosse il tipo di cinema che poteva coinvolgerli… Così è nato "Australia".

Cosa pensa che "Australia" possa insegnare a noi europei sul suo Paese?
Fin dall'inizio della produzione abbiamo preso i paesaggi della nostra terra e li abbiamo usati come una tela per dipingere un continente sconosciuto, remoto, incontaminato.

Il grande merito del film è che riesce a parlare di cose orribili come la guerra e le "generazioni rubate"...
Era il tema che doveva fungere da cardine quando ho deciso di realizzare "Australia". Quello delle "generazioni rubate" è un capitolo oscuro e poco conosciuto della nostra Storia. Terribile. Provate a immaginare per esempio il presidente Obama se fosse nato a quei tempi in Australia. Sarebbe stato strappato alla madre e portato chissà dove, gli avrebbero raccontato che i suoi genitori erano morti e gli avrebbero anche cambiato nome. Sappiamo bene gli enormi danni creati dalla eugenetica in Europa e poi in Australia.

C'è qualcosa che i due attori protagonisti hanno scoperto a proposito del loro Paese d'origine?
Nicole Kidman: Ho scoperto moltissime cose che ignoravo sulla cultura della popolazione aborigena, sulle famose generazioni rubate.
Hugh Jackman: Della storia dei bambini mezzosangue che venivano portati via dalle famiglie e affidati a comunità governative non ho saputo niente fino all'università. Al liceo non parlano di questo argomento… E' stata questa esperienza con persone e luoghi incantevoli a farmi aprire gli occhi su certe realtà del passato.

Cos'ha significato per Hugh Jackman recitare in "Australia"?
Sono sempre stato un appassionato di storia. Ricordo quando arrivai per la prima volta a Roma. Tornare qui ieri è stato per me straordinario perché in questi luoghi si ha il senso del passato, qui ogni cosa antica viene restaurata e vissuta, vibra nuovamente anche a distanza di migliaia di anni. Girare in Australia è stato un po' come girare nel centro storico di Roma. Anche li infatti avevamo un camion che portava: "caffè, cafelatte e capucinno"…

Com'è stato accolto il film in Australia?
Baz Luhrmann: La critica lo ha accolto tiepidamente, mentre negli Usa è andata molto meglio, ho anche ricevuto la prima critica positiva del New York Times: per me un vero traguardo!

Diego Altobelli