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Numero 0 - Gennaio / 2007

   

News - Intervista

 
   
 
 
 




La ricerca della felicità

Intervista a Will Smith per La ricerca della felicità

Che cos’è la felicità?
L’idea del film è il sogno americano, ma in realtà è il sogno umano. L’idea è che il dolore e la sofferenza non sono fine a se stessi, ma che alla fine si possono trovare il successo e la felicità. Per me essere felice significa potermi guardare dall’esterno e rispettare la persona che vedo.

Che esperienza è stata lavorare con suo figlio?
In genere mandiamo i figli a scuola e poi andiamo al lavoro. Io ho avuto il privilegio di stare con mio figlio per dodici ore al giorno e di farmi vedere da lui mentre facevo le cose che mi riescono meglio. E’stata un’esperienza fantastica. Sarebbe importante che ogni tanto i figli potessero accompagnare i genitori al lavoro.

Perché ha scelto Gabriele Muccino?
Quando ho visto L’ultimo bacio sono rimasto molto colpito dall’idea profondamente umana e potente che ispira il film: il fatto che tutti sappiamo chi vogliamo essere e ogni giorno ci svegliamo perché speriamo che oggi sarà meglio di ieri e che domani sarà meglio di oggi.

Che cosa ha determinato lo straordinario successo di “La ricerca della felicità” in America?
Non ne ho idea...! Credo, però, che il successo sia determinato dall’idea universale, primordiale dell’importanza di proteggere i propri figli. Come genitori abbiamo sogni e speranze e la grande responsabilità di guidare i nostri figli in un mondo difficile. Il film va al cuore del peggiore incubo di un genitore. Gran parte del film tocca le nostre paure più profonde e una piccola parte tocca la speranza.

Will Smith preferisce i ruoli comici o drammatici?
Commedia e dramma sono al 99% la stessa cosa, la percentuale che determina la direzione che si prende è minima. Il mio istinto è comico, ma è davvero sottile il confine che porta a far ridere o piangere il pubblico.

Katia Nobbio