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Numero 64 - Febbraio / 2005

   

News - Intervista

 
   
 
 
 




La recensione del film

Intervista a Keanu Reeves

Lei interpreta spesso ruoli fantastici. Per quale ragione li preferisce?
Ciò che mi attrae di questo genere e la sua capacità di profetizzare il futuro, condensando le speranze e le paure degli uomini per prepararli al mondo che essi stessi stanno costruendo. Sono racconti filosofici che si interrogano sul destino della nostra cultura e ci descrivono con tutto il nostro bagaglio di emozioni ed esperienze.

Crede nel destino e nei demoni?
Non esattamente. Non penso esista un’entità che governa le vite degli uomini, ma riconosco che molti elementi indipendenti dalla nostra volontà siano in grado di influenzare le scelte che compiamo. Circa i demoni, invece sì: in quelli credo davvero!

Il suo personaggio è ricco di sfumature, in qualche misura simile al Neo di “The Matrix”,seppure appaia più criptico. Come si è appassionato a questo ruolo?
Ho letto la sceneggiatura prima di conoscere il fumetto ed il personaggio mi ha conquistato già dalle prime pagine. In seguito, ho recuperato il fumetto di Alan Moore per approfondire tutte le sfumature di Constantine e ho cercato d’incarnarlo al meglio delle mie possibilità da ragazzo, leggevo molti comics e privilegiavo quelli scritti e disegnati da Frank Miller, come “Ronin”. Ho riscoperto una vera e propria passione!

E’ stato difficile prepararsi alla parte?
Ho dovuto imparare tutto su John Constantine, sulla sua anima divisa tra gli angeli e i demoni, per comprendere cosa pensasse e quali sentimenti provava. Mi sono stati di grande aiuto sia il regista che gli sceneggiatori, permettendomi di partecipare in prima persona ai vari passaggi della sceneggiatura in un clima di totale collaborazione. Insieme, siamo riusciti a realizzare una splendida storia di autocoscienza e consapevolezza, in cui il tema principale è la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo.

Per quali ragioni Alan Moore si è rifiutato di prendere parte al progetto?
E’ da molto che Alan Moore non segue i film tratti dai suoi comics. Non si tratta di una questione personale, ma di una precisa scelta dell’autore. Ho letto su internet un comunicato in cui egli specifica di non pretendere alcun guadagno ne da questa, ne dalle altre pellicole. Credo sia già accaduto con “La leggenda degli uomini straordinari”, anch’esso liberamente tratto da una sua storia.

Francesco Russo