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2 FAST 2 FURIOUS
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: John Singleton
Sceneggiatura: Michael Brandt, Derek Gary Scott Thompson
Fotografia: Matthew F. Legnetti
Scenografia: Keith Brian Burns
Costumi: Sanja Milkovic Hays
Musica: David Arnold
Montaggio: Dallas Puett
Prodotto da: Neal H. Moritz
(Italia, 2003)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: UIP
PERSONAGGI E INTERPRETI
Brian O’Conner: Paul Walzer
Roman Pearce: Tyrese
Monica Fuentes: Eva Mendes
Cole Hauser: Carter Verone
Tej: Ludacris
Brian O’Connor, un ex agente dell’FBI radiato dal corpo, vive a Los Angeles, dove si guadagna da vivere nell’ambiente delle corse clandestine. Una sera, al termine di una gara viene raggiunto e catturato dai suoi ex-colleghi, che pretendono il suo aiuto offrendo in cambio il totale annullamento dei suoi reati. Per accettare l’incarico Brian pone una condizione: la possibilità di scegliere come compagno il suo amico d’infanzia e truffatore Roman Pierce, a cui gli agenti dovranno promettere lo stesso compenso. La loro missione li porterà ad infiltrarsi nella pericolosa gang di Carter Verone, uno spietato uomo d’affari che sfrutta la ditta di import-export per riciclare ingenti somme di denaro clandestino. Prima di essere accettati nell’organizzazione, entrambi dovranno però superare molte prove al limite della velocità.
John Singleton si è svestito dei panni del talento appena portato a termine il suo primo e promettente lungometraggio: quel “Boyz N the hood” che, spalleggiando il crescente successo di Spike Lee, aveva dato al cinema afroamericano l’illusione di poter infine evadere dal proprio confinamento, dalla claustrofobia sociale di una razza che, sino ad oggi, ha restituito soltanto a se stessa l’immagine incrinata del proprio disagio. Chiusa la divertente parentesi di “Shaft”, Singleton confeziona il seguito al successo di “Fast and furious” col didascalismo che qualifica la sua misura autoriale, allontanandosi di un altro gradino dalle ragioni che lo avevano condotto sui tracciati della settima arte. Legittimato da uno svolgimento fittizio e a malapena funzionale, “2 fast 2 furious” riesce a tratti a divertire, sino a quando lo schematismo dell’azione non ne rivela la fastidiosa circolarità.
Alla fine, privo di una pur essenziale struttura narrativa, il film dilunga inutilmente gli intervalli tra una corsa e l’altra, vincolando lo spettatore all’uniformità di una cornice superflua e rendendo l’attesa di ogni nuova gara un’insostenibile sequela di punti morti che mettono a dura prova la sua attenzione. Persino il cast – distribuito tra cantanti e rappers di scarse attitudini recitative – contribuisce soltanto al fallimento di un prodotto destinato a riempire quel vasto catalogo di pellicole il cui ricordo, rapidamente come l’idea che è alla loro base, è destinato a svanire.
Francesco Russo
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