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Numero 58 - Agosto / 2004

   

I film del mese

 
   
 
 
 



ORE 11:14 – DESTINO FATALE (11:14)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Greg Marcks
Sceneggiatura: Greg Marcks
Fotografia: Shane Hurlbut
Scenografia: Devorah Herbert
Costumi: Christopher Lawrence
Musica: Clint Mansell
Montaggio: Dan Lebental, Richard Nord
Prodotto da: Beau Flynn, John Morrissey, Raju Patel
(Canada/USA, 2003)
Durata: 85'
Distribuzione cinematografica: Nexo

PERSONAGGI E INTERPRETI

Frank: Patrick Swayze
Buzzy: Hilary Swank
Mark: Colin Hanks
Cherie: Rachel Leigh Cook
Jack: Henry Thomas

A Middleton, un pigro centro di provincia, con l’approssimarsi delle 11:14 pomeridiane si verifica una serie di tragici eventi in apparenza slegati tra loro, in cui restano coinvolti molti abitanti della cittadina: sull’autostrada, un autista ubriaco investe un giovane passante; la commessa in un negozio d’alimentari viene ferita durante una sparatoria; la ragazza più avvenente del luogo ricatta due ignari fidanzati fingendo di essere incinta, per estorcere loro del denaro con cui fuggire insieme ad un terzo ragazzo; suo padre, per proteggerla, tenta di nascondere un crimine in cui la crede implicata; nei dintorni, tre adolescenti compiono atti vandalici a bordo di un furgone spingendosi troppo oltre. I destini di questi personaggi finiranno inevitabilmente con l’incrociarsi dando senso alle loro rispettive disavventure, incontro ad un appuntamento con la verità: alle ore 11.14.

L’esordiente Greg Marcks, classe 1976, firma regia e sceneggiatura di un piccolo thriller d’ispirazione tarantiniana, dove la narrazione abbandona il rigore consequenziale e lascia il posto ad un esercizio di struttura che scompone il racconto in eventi sincronici, mescolati come le tessere di un puzzle fino alla graduale ricostruzione del loro ordine logico. Ma il meccanismo, ben oliato da una regia così attenta e curata nello stile da divenire cattedratica, non evita a quest’opera prima di arenarsi negli obiettivi formali che di fatto compongono le sue uniche condizioni d’esistenza, dissimulando nella coerenza della rappresentazione un esperimento privo di naturalezza ed arginato in soluzioni reboanti ed intuibili: in tal modo, l’idea apprezzabile alla base del progetto si dissolve in un intreccio che soffre di trascurate stilizzazioni, definito dagli stereotipi del genere thriller e noir di taglio adolescenziale e del tutto periferico alla struttura periodica del film – artificiosa anche nella sua circolarità – di cui l’autore si compiace sino ad esserne sottomesso, trascurando a favore di essa la materia aggrovigliata del suo soggetto.

A conti fatti, “Ore 11:14 – Destino fatale” è una prova di decoupage intrigante ma puramente accademica, sterile al di fuori del suo schematismo e solo a tratti illuminata da un Patrick Swayze che le ridona spontaneità, offrendosi ad un personaggio deliziosamente sopra le righe.

Francesco Russo