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UN PRINCIPE TUTTO MIO (THE PRINCE AND ME)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Martha Coolidge
Sceneggiatura: Jack Amiel, Michael Begler, Katherine Fugate
Fotografia: Alex Nepomniaschy
Scenografia: James H. Spencer
Costumi: Magali Guidasci
Musica: Jennie Muskett
Montaggio: Steven Cohen, Audrey Evans
Prodotto da: Lions Gate Films Inc., Sobini Films, Paramount Pictures, Stillking Films
(Usa, 2004)
Durata: 111'
Distribuzione cinematografica: Eagles Pictures
PERSONAGGI E INTERPRETI
Paige Morgan: Julia Stiles
Principe Edvard Valdemar Dangaard: Luke Mably
Soren: Ben Miller
Re Haraald: James Fox
Regina Rosalind: Miranda Richardson
Principessa Arabella: Eliza Bennett
Amy Morgan: Alberta Watson
Ben Morgan: John Bourgeois
"Il sole non vede se il cielo non si rischiara" così Shakespeare a cavallo del XVI e XVII secolo disegnava, nero su bianco, la metafora dell'animo umano. Questa citazione è il filo conduttore del film "Un principe tutto mio" che pone al pubblico un grande quesito: cosa può unire una ragazza del Winsonsin dedita agli studi scientifici con il sogno di partire per le missioni umanitarie nel mondo e, niente poco di meno che, il giovane rampollo ereditario di casa Copenagen, pieno di belle donne e appassionato di corse d’auto? Apparentemente molto poco, ma basta prendere due giovani attori dal volto pulito e delicato, realizzare un copione che pende zucchero da ogni inquadratura, per poi affidare il tutto alla regia di Martha Cooligde ed ecco nascere l’ennesimo film alla ricerca della "Cenerentola perduta" che li renderà "felici e contenti" per sempre.
Paige Morgan, è una ragazza di provincia con tanti sogni e ambizioni professionali. Il corso dei suoi studi scientifici promette ottimi risultati finchè non si imbatte in un giovane un po' arrogante e svogliato che, suo compagno nell’aula di chimica, inizia a procurarle qualche problema. Il ragazzo, in realtà, è il principe ereditario della monarchia più longeva del mondo, la Danimarca, che si trova in missione segreta per "riscoprire il proprio io" in America, lontano da ricevimenti e appuntamenti diplomatici dai quali tenta di sfuggire da tutta la vita. I due rappresentano modi totalmente opposti di vivere. Paige ha le idee molto chiare sul suo futuro, Edvard è infantile e confuso, in quanto si trova costretto ad un tipo di vita piena di responsabilità che forse non fanno per lui. Ma entrambi hanno ognuno le caratteristiche per compensare le difficoltà dell’altro e, dopo i primi burrascosi incontri, non passerà molto tempo per accorgersi che cupido ha scagliato la sua freccia più luminosa.
La Stiles, che proviene dal grande successo di "Save the last dance", citato in una scena con un piccolo balletto a piedi nudi, è decisamente poco credibile nei panni della futura regina danese e continua a non spiccare per grandi doti espressive, colpevole forse un volto poco plastico.
Sulle note dei sonetti shakespeariani, passando per varie gag che si concentrano soprattutto sulla figura di Soren, l'assistente tutto fare del bel principe Edvard, si parla dell'amore, di quello puro che oltrepassa le differenze, che conquista il cuore dei diffidenti, che rischiara il cielo dalle nuvole, rendendo omaggio a tutto l'immaginario letterario e cinematografico che fino ad oggi ha toccato il cuore degli irriducibili romantici. Nonostante i buoni intenti sentimentali, validi per tutte le stagioni, lo sviluppo della storia risulta veramente troppo banale.
Elena Fantini
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