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Numero 33 - Maggio / 2002

   

I film del mese

 
   
 
 
 



MADEMOISELLE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Philippe Lioret
Sceneggiatura: Philppe Lioret, Christian Sinniger
Fotografia: Bertrand Chatry
Musica: Andrė Bouvard
Montaggio: Mireille Leroy
Prodotto da: Alicėleo, France 2 Cinėma, Rhône-Alpes Cinėma
(Francia, 2002)
Durata: 85’
Distribuzione cinematografica: BIM

PERSONAGGI E INTERPRETI

Claire: Sandrine Bonnaire
Pierre: Jacque Gamblin

Una giovane donna si perde nei ricordi e ripercorre nel morbido fluire dei suoi pensieri una storia d’amore fugace ed intensa, inevitabile e intimamente desiderata. Inizia e finisce così il terzo film del francese Philippe Lioret, con l’immagine della giovane Claire che attende in macchina l’arrivo del marito e dei due figli, e ripercorre intenerita e rassegnata un sogno durato lo spazio di 24 ore. Lei, apprezzata rappresentante farmaceutica, nel corso di un convegno si imbatte in una divertente compagnia di attori itineranti che sbarcano il lunario animando matrimoni e conferenze. Tra loro c’è Pierre, taciturno e misterioso, e tra loro è subito colpo di fulmine. Per una serie di circostanze Claire resta con la compagnia fino alla sua partenza e in quelle ore vive l’esperienza meno prevedibile e più sconvolgente della sua vita. Niente di nuovo, all’apparenza. Una giovane donna borghese che si concede una parentesi di trasgressione dalla routine pacata della sua vita consolidata. Un giovane uomo inquieto e solitario che sembra trovare un momentaneo porto franco tra le braccia di una solare donna di città.

Eppure non è solo questo. C’è una sensualità sottintesa, una fisicità quasi mai manifestata che pervade tutto il film, che diluisce un incontro di poche ore in attimi interminabili di silenzi e di sguardi, di parole non dette e di casualità non casuali. Con una intensità e al tempo medesimo una delicatezza che nasce dal corpo stesso dei due protagonisti più che dalla storia raccontata, con uno struggimento e una rassegnazione che ci fanno sperare di vivere una storia simile e al contempo ci fanno augurare di non inciamparci mai. Perché la vita di Claire da quel momento non sarà più la stessa, condotta per mano dal saltimbanco sognatore nello sconosciuto universo dell’impossibile, del desiderio, della passione costretta a morire, lontana da quello che credeva l’unico mondo possibile, dalle sue certezze, dalla sua famiglia. E lei, quasi passiva, si fa trascinare in un gioco di forze in cui sfugge chi sia tra i due il vero artefice di uno squarcio di amore puro, infinito, irripetibile. Poche le parole, moltissimi gli sguardi, i contatti fisici e i discorsi trattenuti quasi fino alla fine, e infiniti i primi piani di sorrisi e occhi brillanti dei protagonisti, privilegiati dal regista per raccontare la storia. Una storia che ci fa amare una Sandrine Bonnaire solare e morbida, femminile e vulnerabile e uno Jacques Gamblin affascinante e penetrante. Un film in cui le intenzioni che sostengono le azioni sembrano nascondersi travolte dall’ineluttabilità delle azioni stesse, dall’inevitabilità di una passione che nasce e si sprigiona al di la’ della volontà dei protagonisti, oltre ogni convenienza e difesa umana.

Fania Petrelli