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Numero 31 - Marzo / 2002

   

I film del mese

 
   
 
 
 

Intervista a Baz Luhrman

Biografia di Baz Luhrman

MOULIN ROUGE!

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Baz Luhrman
Sceneggiatura: Baz Luhrman, Craig Pearce
Fotografia: Donald MacAlpine
Scenografia: Catherine Martin
Costumi: Catherine Martin, Angus Strathie
Musica: Craig Armstrong, David Bowie, Marius De Vries, Steve Hitchcock, Elton John, Fatboy Slim, Kimberly 'Lil Kim' Jones
Montaggio: Jill Bicoock
Prodotto da: Fred Baron, Martin Brown, Baz Luhrman
(USA, 2001)
Durata: 127'
Distribuzione cinematografica: 20th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Satine: Nicole Kidman
Christian: Ewan McGregor
John Leguizamo: Toulose Lautrec
Harold Zidler: Jim Broadbent
Duca di Monroth: Richard Roxburgh

Una donna bellissima che vende il proprio corpo, un giovane artista in cerca di verità, libertà e amore, un incontro da cui nasce l’amore eterno, organizzato in modo quasi truffaldino da un pittore dedito all’arte e all’assenzio e poi prostitute, bohemienne, emozioni forti e un cattivo, perfido e ridicolo nello stesso tempo, nobile e ricco come nelle migliori favole che si rispettino, che ostacola il vero amore con tutti i mezzi e con un modernissimo cinismo.

E’ tutta qui l’esile trama del film di Baz Luhrman, un dichiarato archetipo umano, una storia d’amore passionale che supera ogni ostacolo ma non sopravvive alla sorte avversa. Era già la trama presa in prestito, con tutto il testo letterario, al Bardo inglese, per il suo precedente "Romeo + Giulietta". "Moulin Rouge" evoca forti parentele letterarie, dalla Bohème alla Traviata, da "La vita Boheme" a tanta altra letteratura naturalista francese e nel frattempo si permette con grande arguzia di contaminare il cinema e la letteratura, la musica leggera e l’opera, l’arte pittorica e la danza. Saccheggia, non senza un pizzico di giustificata presunzione, i colori delle tavole di Toulouse Lautrec e li mischia alla musica sfrenata del deejay Fat Boy Slim, rivisita il musical hollywoodiano rubando più di una suggestiva immagine alle "Ziegfield Follies", riscrive e sovrascrive i testi e la musica di Elthon Jhon, U2, Paul Mc Cartney, David Bowie e dei Police.

Eppure in questa confusione fortissima di immagini e di emozioni che arrivano come un turbine a suggerire allo spettatore quale fosse l’atmosfera sfrenata e sensuale del Moulin Rouge e del can can, Luhrman non perde di vista il sentimento dell’amore, primo principio ispiratore delle sue pellicole. Il cuore si ferma più di una volta insieme col respiro spezzato di un’eterea e meravigliosa Nicole Kidman, perfetta creatura della notte, che sa anche essere ironica e vitale. Il film entusiasma e coinvolge, lascia come bambini sulla poltrona del cinema. Un solo dubbio: che l’arguta arroganza di Luhrman si stia spingendo verso l’auto celebrazione, travolgendo con la voglia di stupire un talento vivo e geniale.

Danila Filippone