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Numero 55 - Maggio / 2004

   

I film del mese

 
   
 
 
 



AUTOREVERSE (NI POUR NI CONTRE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Cédric Klapisch
Sceneggiatura: Santiago Amigorena , Alexis Galmot , Cédric Klapisch
Scenografia: Thierry Flamand
Costumi: Anne scotthe
Fotografia: Bruno Delbonnel
Musica: Loïc Dury , Mathieu Dury , Sylvia Howard
Montaggio: Yannick Kergoat
(Francia, 2003)
Durata: 91'
Distribuzione: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Loulou Dimitri Storoge
Lecarpe Simon Abkarian
Jean Vincent Elbaz
Caty Marie Gillain

Caty è una ragazza per bene che lavora come operatrice di macchina da presa per il telegiornale; Jean è il tenebroso capo di una banda di malviventi. I due si incontrano per caso, lui le propone di riprendere un'aggressione a mano armata in cambio di una grossa somma di denaro e lei accetta di seguirlo: “In quel momento avevo due strade davanti a me, una buona e una cattiva, e io ho pensato che quella cattiva era sicuramente la migliore”. Inizia così la nuova vita di Caty, da ragazza triste e sola che sognava di fare la ballerina a donna della malavita che trova nella banda una famiglia ed impara ad usare seduzione e femminilità come armi letali. Com’è tipico dei film polizieschi, gran parte della storia ruota intorno all’organizzazione del “colpo grosso” che Jean ha in mente e che dovrebbe essere la svolta della vita per tutto il gruppo…

“Il bene è quando si sa la differenza tra bene e male, il male è quando non si vede più nessuna differenza, il male è la confusione tra bene e male’, questa frase di Jean Baudrillard mi ha fatto venire la voglia di fare un film poliziesco – ha affermato Cèdric Klapisch – mi sembrava che affrontasse in maniera intelligente la questione della Morale contemporanea”. Attraverso il personaggio di Caty, il regista gioca sulla relatività dei concetti del Bene e del Male in un noir alla francese che richiama, nelle ambientazioni, i gangster movie degli anni 50, i telefilm americani e i polizieschi hollywoodiani senza, però, scadere nel cliché. “Ho scelto di voltare le spalle al realismo e di riferirmi più al cinema che alla realtà” ha detto Klapisch a proposito della scelta di personaggi e luoghi. Operazione ben riuscita grazie anche alla fotografia di Bruno Delbonnel (direttore della fotografia de “Il favoloso mondo di Amelie”) che ha saputo tradurre in immagini a colori i riferimenti ad un genere che ha avuto successo in bianco e nero.

Katia Nobbio