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Numero 13 - Luglio / 2000

   

I film del mese

 
   
 
 
 



ROMEO DEVE MORIRE (ROMEO MUST DIE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Andrzej Bartkowiak
Sceneggiatura: Eric Bernt, John Jarrel
Fotografia: Glen Macpherson
Scenografia: Michael Bolton
Costumi: Sandra J. Blackie
Musica: Stanley Clark
Montaggio: Derek G. Brechin
Prodotto da: Joel Silver, Jim Van Wyck
(USA, 2000)
Durata: 114’
Distribuzione cinematografica: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Han Sing: Jet Li
Trish O’Day: Aalyiah
Mac: Isaiah Washington
Kai: Russel Wong
Isaak O’Day: Delroy Lindo

Non sembrebbe, ma Andrzej Bartkowiak, regista, ha alle spalle una carriera di direttore della fotografia nient’affatto di secondo piano, e vanta tra le sue collaborazioni gli illustri nomi di James Ivory e Sidney Lumet. Purtroppo, il suo primo lavoro come regista, non mette in luce né il suo talento di fotografo né, tantomeno, le attitudini del suo nuovo ruolo. La premessa è interessante, ma lo sviluppo si snoda in scappatoie piuttosto sbiadite e prevedibili, e il pretenzioso riferimento all’opera shakespeariana, diventa presto imbarazzante e fuori luogo.

Le due famiglie criminali, una afro-americana e l’altra cinese, che nelle intenzioni del regista probabilmente vogliono chiamare in causa i contrasti rinascimentali di Montecchi e Capuleti, sono dipinte con attenzione approssimativa, e i personaggi che più reclamano un’approfondimento sono abbandonati all’evoluzione marginale di una sceneggiatura incolore. Han (il protagonista) poi, molto poco porta in sé di Romeo, non essendo i suoi passi guidati da alcun tipo di passione che non sia, al massimo, la vendetta, svelando una scelta narrativa che volendo fare uno sforzo, semmai potrebbe ingenuamente portarlo vicino al confronto con Amleto (anche in virtù delle enigmatiche trame covate nel cuore stanco della sua famiglia), ma mi auguro non si tratti di uno sproposito intenzionale. Persino nei confronti del cinema d’arti marziali, il film non aggiunge nulla né al genere, né alla carriera di Jet Li, che molti ricordano per la sua parte in "Arma Letale 4" e che, prima ancora, ha girato il suo ciak numero uno 25 pellicole fa, ad Hong Kong. Con un poco di fortuna, potrebbe venir raccolto da quel John Woo a cui questo piccolo lavoro, pur nella sua insufficienza, deve davvero molto.

Francesco Russo