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Numero 0 - Luglio / 2010

   

I film del mese

 
   
 
 
 



PREDATORS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Nimrod Antal
Sceneggiatura: Alex Litvak, Michael Finch
Fotografia: Gyula Pados
Scenografia: Steve Joyner, Caylah Eddleblute
Costumi: Nina Proctor
Musica: John Debney
Montaggio: Dan Zimmerman
Prodotto da: Robert Rodriguez
(USA; 2010)
Durata: 107’
Distribuzione cinematografica: 20th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Royce: Adrien Brody
Edwin: Topher Grace
Isabelle: Alice Braga
Nikolai: Olek Taktarov
Noland: Lawrence Fishburne

Precipitato su un pianeta alieno in stato d’incoscienza, il mercenario Royce scopre al suo risveglio di non essere solo, poiché oltre ad un gruppo di altri sventurati della più disparata provenienza, vagano per il nuovo mondo anche i predatori di una razza sconosciuta, già sulle loro tracce. Il gioco ha inizio: nel dedalo claustrofobico di una giungla selvaggia, i superstiti devono sfuggire agli ostinati inseguitori e ritrovare la strada di casa.

Ci sono voluti 23 anni, ma alla fine il cult di John McTiernan ha ottenuto un sequel degno del suo ruolo. Uscito nel 1987, “Predator” divenne la rampa di lancio per la consacrazione di un Arnold Schwarzenegger ancora acerbo e, pur non rappresentando una novità sconcertante negli anni in cui le lotte tra l’uomo e il mostro brulicavano nel sottobosco del fantahorror, trovò nell’ambientazione l’elemento chiave della sua unicità: la giungla si dimostrò il terreno ideale per raccontare nei dettagli una battuta di caccia, chiunque fossero le prede e gli inseguitori. Essa divenne infatti, con assoluta naturalezza, il vero protagonista di un film altrimenti destinato all’oblio insieme ai tanti altri figli illegittimi de “Lo squalo” e di Alien”.

Robert Rodriguez ne è consapevole e, in qualità di produttore, recide il cordone ombelicale con i precedenti capitoli della saga per ricongiungersi con il capostipite. Di nuovo, un manipolo di ignari soldati è in balia di una natura insidiosa e di un nemico del quale ignora mezzi e strategie, avvantaggiato da ogni punto di vista; di nuovo, il pericolo scoperchia gli istinti brutali dell’uomo, il feroce contrasto tra le diversità e le conseguenze tragiche della lotta per la sopravvivenza.

Sebbene il regista Nimrod Antal faccia poco più del suo dovere, sono l’atmosfera soffocante dell’ambiente e il bizzarro assortimento di personaggi – che include un affiliato alla Yakuza, un narcotrafficante colombiano, un medico e un ergastolano pluriomicida – a far salire il ritmo e la tensione, percorrendo i binari paralleli dell’ironia e del terrore alla maniera del modello originale. Adrien Brody, che ha preparato la parte più in palestra che sul copione, non ha il physique du rôle di Schwarzenegger, ma incarna il ruolo di capogruppo con autorevolezza e distacco sufficienti a farlo apparire credibile.

Chiudendo entrambi gli occhi sull’incongruenza della trama, sul superfluo coinvolgimento di Lawrence Fishburne e sull’iperbolica somiglianza al film del 1987, “Predators” supera le aspettative divertendo senza perdersi in approfondimenti vacui, con il gusto retrò tipico della sensibilità cinematografica di Rodriguez.

Francesco Russo