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PELLE D'ANGELO (PEAU D'ANGE)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Vincent Perez
Sceneggiatura: Karine Silla, Vincent Perez
Fotografia: Philippe Pavans De Ceccatty
Scenografia: Frèdéeric Benard
Costumi: Claudine Lachaud
Musica: Replicant
Montaggio: Laurence Briaud
Prodotto da: Europa corp., Buffalo Film, Le Studio Canal+, TF1 Films Productions, 01 Distribution
(Francia, 2002)
Durata: 85'
Distribuzione cinematografica: 01 Distribution
PERSONAGGI E INTERPRETI
Angèle: Morgane Moré
Gregòire: Guillaume Depardieu
Josian: Magali Woch
Laure: Karine Silla
Signora Artaud: Hélène De Saint Pere
Signor Fevre: Olivier Gourmet
Angèle è una ragazza semplice, che vive con la sua famiglia nell’incontaminata campagna francese. Costretta a lasciare la sua casa per lavorare e mantenersi da sola, Angèle va a servizio presso una famiglia in città. Qui fa amicizia con Josiane che in casa si occupa dei bambini e la sua vita sembra scorrere serena e tranquilla. Un giorno incontra un uomo. Gregòire ha appena perso sua madre, è scostante e misterioso, ma tra i due succede qualcosa e trascorrono la notte insieme. Per Angèle è una notte d’amore, durante la quale si lega profondamente, per Gregòire sembra solo un modo per consolarsi. Le loro strade si separano, ma in tutti e due resta indelebile il segno di quella notte. Il destino li porta per due strade molto diverse, che presto però si incrociano nuovamente.
Dopo tre esperienze nel corto, Vincent Perez firma la regia di un lungometraggio. “Pelle d’angelo” è un film tipicamente francese, che segue da lontano storie d’amore come “Gli amanti del Pont neuf” di Leos Carax, ma con meno efficacia. Costellato di splendidi particolari poetici e di un realismo un po’ trasognato, il film ha un avvio convincente, che si incentra sul bel personaggio di Angèle, sulla sua purezza totale e disarmante, esaltata dalla semplicità dei suoi modi di campagna e dalla naturalezza dell’ambiente che la circonda, descritto con delicatezza e un certo affetto malinconico.
La figura di Angèle si avvale della scrittura efficace della sceneggiatura di Karine Silla, (che nel film interpreta la moglie di Grégoire). Efficacia che però manca del tutto a Gregòire, personaggio inizialmente affascinante che si perde presto nel contorto e soprattutto nel piagnucoloso (Guillaume Depardieu piange quasi in tutte le scene). Il film sembra inoltre subire una inesorabile involuzione nella seconda parte, farraginosa e un po’ pedante.
Danila Filippone
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