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UN SEGRETO TRA DI NOI (FIREFLIES IN THE GARDEN)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Dennis Lee
Sceneggiatura: Dennis Lee
Fotografia: Daniel Moder
Scenografia: Robert Pearson
Costumi: Kelle Kutsugeras
Musica: Javier Navarrete
Montaggio: Dede Allen, Robert Brakey
Prodotto da: Senator International, Kulture Machine
(USA, 2008)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Lisa Waechter: Julia Roberts
Cherles Waechter: Willem Dafoe
Michael Waechter: Ryan Reynolds
Jane Lawrence: Emily Watson
Kelly Hanson: Carrie-Anne Moss
Jane Lawrence da giovane: Hayden Panettiere
Jimmy Lawrence: George Newbern
Michael Waechter da giovane: Cayden Boyd
Christopher Lawrence: Chase Ellison
Michael è uno scrittore di successo che si accinge a pubblicare il suo secondo romanzo Fireflies in the Garden, nel quale racconta la dura storia della sua famiglia, la sua infanzia dolorosa e il suo rapporto mai irrisolto con un padre dispotico e anaffettivo, incapace di accettarlo come figlio. Proprio in occasione di una riunione di famiglia, un inaspettato lutto costringe Michael ad affrontare i fantasmi del passato. Sarà un difficile percorso di confronti e scontri che porterà lui e tutta la famiglia verso la possibilità di un futuro diverso.
Esordio alla regia per Dennis Lee, questo dramma familiare racconta una triste storia di piccole e grandi violenze domestiche. Ancora una volta una famiglia americana apparentemente felice nasconde segreti inconfessabili e disfunzioni affettive. La storia non è delle più originali e questo può essere il difetto più lampante di una pellicola che certamente non lascia il segno nella cinematografia contemporanea. Non per lampanti difetti o banalità ma per un tema cui il pubblico ormai non è solo abituato ma forse anche assuefatto. La famiglia, nelle sue spaventose declinazioni di dolore e trauma, è un tema universale, letterario, cinematografico e artistico che richiede guizzi di genialità per essere indimenticabile.
Eppure Lee per essere un regista esordiente confeziona un film di buon mestiere, che a tratti commuove e convince, anche se non privo di difetti e facilonerie, soprattutto nella confezione. La sua regia riesce almeno ad evitare una delle trappole più comuni dei drammoni familiari: l’eccessivo patetismo.
Il regista lavora per sottrazioni e non detti, episodi di un passato che affiora da un bel montaggio e da un gioco di salti avanti e indietro in una linea temporale che è anche linea emotiva.
L’idea del film nasce da un lutto personale del regista, la perdita di sua madre, e questo ha aiutato l’autenticità di molte scene. Il non detto è forse un vissuto personale che Lee ha correttamente tenuto per sé, lasciando spazio alle emozioni dello spettatore. Nel contempo però il sottotesto che Lee affida all’immaginazione rende spesso farraginoso il procedere del racconto, lascia una sospensione che una solida narrazione dovrebbe invece portare a compimento.
Il cast del film è un solido menage di ottimi attori, dall’odioso ma patetico Willem Dafoe, alla materna e implosa Julia Roberts. Su tutti spicca il protagonista Ryan Reynolds, al quale è affidata la parte del figlio maltrattato e non amato, ruolo non facile ma gestito con grande equilibrio.
Danila Filippone
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