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Numero 0 - Gennaio / 1995

   

I film del mese

 
   
 
 
 



IL PAPA' DI GIOVANNA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Pupi Avati
Sceneggiatura: Pupi Avati
Fotografia: Pasquale Rachini
Montaggio: Amedeo Salfa
Costumi: Mario Carlini, Francesco Crivellini
Scenografia: Giuliano Pannuti
Musica: Riz Ortolani
Prodotto da: Antonio Avati
Durata: 104'
(Italia, 2008)
Distribuzione cinematografica: Italia Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Michele Casali: Silvio Orlando
Giovanna Casali: Alba Rohrwacher
Delia Casali: Francesca Neri
Sergio Ghia: Ezio Greggio
Lella Ghia: Serena Grandi

Nella Bologna degli anni Trenta, un po’ tetra, ma sicura sotto la guida del Duce, la famiglia Casali conduce una vita ordinaria e apparentemente tranquilla: Michele (Silvio Orlando), il capofamiglia, è professore di storia dell’arte in un liceo cittadino; sua moglie Delia (Francesca Neri) è casalinga; la figlia Giovanna studia nello stesso liceo dove insegna il padre. Tra Michele, artista fallito e padre ansioso, e la figlia, bruttina e piena di complessi, esiste una complicità quasi morbosa. Per Giovanna il padre farebbe qualunque cosa, compreso promettere al bello della classe un trattamento di favore in cambio di un po’ di attenzione verso la giovane. Da questo rapporto esclusivo è tagliata fuori la madre, donna bellissima e insoddisfatta, invaghita del vicino di casa, poliziotto fascista (Ezio Greggio). Gelosa della sua migliore amica, bella e ricca, Giovanna la uccide a rasoiate. La ragazza viene internata in un manicomio criminale. Il padre perde il posto e subisce ogni sorta di umiliazioni ma continua a dedicarsi all’amatissima figlia che viene invece abbandonata dalla madre. La fine della guerra segna anche la fine della detenzione di Giovanna. La famiglia Casali ritroverà allora un’unità dolorosa e stentata

er il trentasettesimo titolo della sua ormai quarantennale carriera, Avati mette in scena un dramma della follia sullo sfondo della Grande Storia. Abile quando esplora le complesse dinamiche familiari - tra un padre schiacciato dal peso del proprio fallimento, una moglie chiusa nella sua inutile bellezza e una figlia “strana” che fa esplodere il rassicurante microcosmo piccolo borghese - il maestro emiliano si perde quando allarga l’ambito della narrazione alla ricostruzione del fascismo, dal consenso alla tragica caduta. Da questo punto di vista è penalizzata soprattutto la seconda parte del film in cui la discesa agli inferi di un padre malato d’amore si mescola, inutilmente, con gli eventi della guerra e del dopoguerra, scivolando verso un finale forzatamente lieto e per questo deludente. Gli attori sono tutti molto bravi: dallo struggente e patetico professore interpretato da Orlando ad Alba Rohrwacher che fa la pazza senza eccedere, a Francesca Neri algida madre snaturata. La rivelazione del film è però Ezio Greggio, al suo primo ruolo drammatico, poliziotto fascista ambiguo e simpatico, innamorato e perdente.

Elena Monopoli