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Numero 0 - Gennaio / 1995

   

I film del mese

 
   
 
 
 

Intervista a Gerard Depardieu

ASTERIX ALLE OLIMPIADI (ASTERIX AUX JEUX OLYMPIQUES)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Frederic Forestier
Sceneggiatura: Olivier Dazat
Fotografia: Thierry Arbogast
Scenografia: Aline Bonetto
Costumi: Madeline Fontaine
Musica: Frédéric Talgorn
Montaggio: Vincent Tabaillon
Prodotto da: Jean-Lou Monthieux
Durata: 120'
(Italia-Francia, 2008)
Distribuzione cinematografica: Warner Bros Italia

PERSONAGGI E INTERPRETI

Asterix: Clovis Cornillac
Obelix: Gérard Depardieu
Giulio Cesare: Alain Delon
Brutus: Benoît Poelvoorde
La principessa Irina: Vanessa Hessler
Alafolix: Stéphane Rousseau

Alafolix e' perdutamente innamorato della principessa greca Irina, promessa sposa al figlio di Cesare Bruto. Per conquistare la mano della bella, Alafolix scommette di vincere le olimpiadi. Asterix e Obelix vanno corrono in suo aiuto...

E' il caso di dire che per Asterix e Obelix è stata scomodata tutta la Francia. Richiamando gli intenti degli autori dei fumetti Rene Goscinny e Albert Uderzo, "Asterix alle olimpiadi" (terzo film sui galli) proietta situazioni e personaggi di oggi nell'ambientazione gallo-romana. Purtroppo però, se i fumetti dei due autori risultavano gradevoli e irriverenti, il film di Frederic Forestier risulta fastidioso e fine a se stesso.
La passerella di “Vip” di oggi inizia con Depardieu, divertito più del solito nel proporre un'improbabile parodia del “Cyrano de Bergerac” (film che lo rese famoso), e prosegue con Alain Delon che scimmiotta se stesso in un monologo iniziale che tira in ballo "Rocco e i suoi fratelli" e "Il Gattopardo".
In linea con questa tendenza, ovviamente, le gare sono il pretesto per le comparsate di vari sportivi francesi e non come Schumacher, Zidane e Amélie Mauresmo.

In questo mare di rimandi il film si perde in un autocompiacimento patriottico di cui, francamente, non si sentiva il bisogno. Un risultato che non diverte affatto e che anzi annoia, mostrando un’arrogante vanità che neppure i fumetti avevano.

Diego Altobelli