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IL MIO AMICO GIARDINIERE (DIALOGUE AVEC MON JARDINIER)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Jean Becker
Sceneggiatura: Jean Cosmos, Jacques Monnet, Jean Becker, tratto del romanzo di Henri Cueco
Fotografia: Jean-Marie Dreujou
Scenografia: Thérèse Ripaud
Costumi: Annie Perier Bertaux
Montaggio: Jacques Witta
(FRANCIA, 2007)
Prodotto da: Claire Langmann, Bernard Bolzinger
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: BIM DISTRIBUZIONE
PERSONAGGI E INTERPRETI
Il pittore: Daniel Auteuil
Il giardiniere: Jean-Pierre Darroussin
Hélène: Fanny Cottençon
Magda: Alexia Barlier
La moglie: Hiam Abbass
Il pittore parigino Daniel Auteuil, tornato nella casa paterna immersa nel verde della campagna del Rodano, incontra il vecchio compagno di scuola Jean Pierre Daroussin e lo assume come giardiniere. Malgrado le esperienze diverse, i due ritrovano subito un’antica amicizia e complicità. Attraverso le illuminanti parole del giardiniere, un uomo semplice che si è adattato perfettamente al ciclo naturale delle cose e che osserva il mondo con sguardo mite, l’inquieto Auteuil, in crisi coniugale a causa delle troppe infedeltà e con problemi di ispirazione artistica, riscopre i valori veri e la sua vena d’artista.
Nel cinema di Becker più recente c’è una forte vocazione letteraria. Da “I ragazzi del Marais” del ’95, il regista francese, infatti, ha firmato una serie di film “tratti da”, proprio come questo “Il mio amico giardiniere” che si ispira all’omonimo romanzo di Henri Cueco. Nel film, Becker ritrova anche la sua vena bucolica e nostalgica: gli splendidi paesaggi della Francia centrale fanno da naturale scenario a questa storia di un’amicizia e di buoni sentimenti dal sapore idilliaco raccontata con tono sognante.
Girato con una naïveté che diventa semplicismo quando contrappone città e campagna in maniera manichea, “Il mio amico giardiniere” è un film delizioso (un po' guastato da un finale strappalacrime), che si affida completamente alla bravura dei due interpreti. La finissima performance del giardiniere Daroussin è un filo sopra quella di Auteuil.
Elena Monopoli
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