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Numero 0 - Novembre / 2007

   

I film del mese

 
   
 
 
 



IL CASO THOMAS CRAWFORD (FRACTURE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Gregory Hoblit
Sceneggiatura: Daniel Pyne, Glenn Gers
Fotografia: Kramer Morgenthau
Scenografia: Nancy Nye
Costumi: Elisabetta Beraldo e Nava R. Sadan
Musica: Jeff e Mychael Danna
Montaggio: David Rosenbloom
(USA, 2007)
Prodotto da: Toby Emmerich, Liz Glotzer
Durata: 113'
Distribuzione cinematografica: Eagle Pictures

PERSONAGGI E INTERPRETI

Thomas Crawford: Anthony Hopkins
Sostituto procuratore William Beachum: Ryan Gosling
Procuratore Joe Lobruto: David Strathaim
Nikki Gardner: Rosamunde Pilke

E’ il classico processo “facile”: c’è un marito che ha ucciso la moglie fedifraga, la polizia lo ha trovato sul luogo del delitto ed è reo confesso. Ha persino consegnato l’arma del delitto. Questo pensa Willy Beachun, (Ryan Gosling, ottimo) il giovane sostituto della Procura Distrettuale di Los Angeles quando gli viene affidato il caso. Sicuro di non rovinare il suo record - 97% di vittorie riportate nei processi discussi – proprio all'ultimo incarico, prima di passare ad uno degli uffici legali più importanti di Los Angeles, Beachun accetta. E incontra l’assassino: Thomas Crawford (Anthony Hopkins). Quest’ultimo è un ingegnere specializzato nell'individuare e correggere i difetti strutturali degli aerei ed è talmente bravo nel trovare i punti deboli di cose e persone da averci fatto fortuna ed essere convinto di poterla fare franca per l'omicidio della moglie. Infatti, tra cavilli legali e schermaglie psicologiche, Crawford viene prosciolto per insufficienza di prove prima ancora che il processo arrivi al termine. Il sostituto procuratore, punto nell’orgoglio, cercherà di correggere gli errori che ha commesso nel caso Thomas Crafword, e di inchiodare quell'uomo.

Gregory Hoblit avvezzo al legal thriller dai tempi di “Schegge di paura” e ulteriormente allenato al genere dai televisivi "NYPD Blue" and "L.A. Law", propone questa volta un anomalo thriller spogliato da misteri, che, sin dalle prime scene, presenta allo spettatore un colpevole conclamato al di fuori di ogni dubbio. Ovviamente l’omissione di un dettaglio fondamentale dell’impalcatura del delitto, costringe lo spettatore ad arrovellarsi fino alla fine insieme all’avvocato Beachum su come fare per incastrare l’assassino. Hoblit e gli sceneggiatori, però, non puntano tanto sulle dinamiche del thriller - fino al colpo di scena neanche troppo difficile da prevedere - quanto sulla costruzione del duello psicologico e intellettuale tra i due protagonisti, due personalità vincenti e speculari nell’incondizionata fiducia nelle proprie capacità. Hopkins domina la scena, interpretando magistralmente, comme d’habitude, il personaggio del grande burattinaio e assassino geniale. Gosling fornisce al suo avvocato la faccia giusta (da schiaffi) di chi si sente arrivato ancora prima di partire. Teatro dello scontro è una crepuscolare Los Angeles uptown, ripresa con mestiere dai vorticosi carrelli di Hoblit. Il risultato è un godibilissimo thriller giudiziario confezionato con intelligenza e originalità.

Elena Monopoli