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FASCISTI SU MARTE
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Corrado Guzzanti, Igor Skofic
Sceneggiatura: Corrado Guzzanti
Fotografia: Corrado Guzzanti, Igor Skofic
Costumi: Isabella Melloni
Montaggio: Cristiano Travaglioli
Prodotto da: Valerio Terenzio Trigona, Domenico Procacci, Corrado Guzzanti
(Italia, 2006)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: Fandango
PERSONAGGI E INTERPRETI
Barbagli: Corrado Guzzanti
Pini:Pasquale Petrolo
Santodio: Andrea Blarzino
Freghieri: Marco Marzocca
Fecchia: Andrea Purgatori
Bruno Caorso: Andrea Salerno
E’ il maggio 1939. Il comandante Barbagli parte alla conquista di Marte, il pianeta rosso da piegare al fascismo, insieme a tre fidi soldati. Indomiti e sprezzanti davanti al pericolo, Fecchia, Freghieri e Santodio, all’ordine del gerarca “Me ne frego. Respirate” si adeguano alla mancanza di ossigeno e alle condizioni ostili della terra da colonizzare, ché il fascista ha da essere forte. Barbagli strenuamente combatte un nemico inventato, i “mimimmi”, che altro non sono se sassi, ma per lui sono la popolazione da piegare, con tanto di filo spinato e olio di ricino. Alle avventure del manipolo si aggiunge anche Bruno Caorso, il giovane balilla ritardato, scappato dalla scuola elementare all’età di trentotto anni e infiltratosi clandestinamente nella spedizione di Barbagli.
Nato come sketch comico all’interno del programma di Raitre “Il caso Scafroglia” (2002), Fascisti su Marte è il primo film diretto e interpretato da Corrado Guzzanti, che narra un’impresa paradossale ed esilarante sulla falsariga dei vecchi cinegiornali dell'Istituto Luce. Un’idea geniale, quanto assurda, quella di parodiare le grandi conquiste fasciste in un’ambientazione fantascientifica, che pur tiene conto di tanti elementi storici, le corporazioni, il Gran Consiglio, gli stilemi del linguaggio romano. Una scommessa rischiosa quella di trasformare in film le gag comiche, visto il rischio di annoiare il pubblico con la ripetitività delle situazioni.
L’insieme, in effetti, risulta un po’ lungo e qualche taglio in più al montaggio avrebbe alleggerito la vicenda, ma merita un applauso la capacità di Guzzanti di aver costruito un intreccio avvincente per tenere insieme le fila del racconto. Quando, infatti, si comincia a guardare l’orologio per l’ennesimo scontro tra Barbagli e i sassi nemici, arriva la rivolta dei sottoposti, stanchi per la fame e la noia, a movimentare la storia e infine arrivano anche le donne, sotto forma di surreali amazzoni, capitanate dalla bella Irene Ferri. Impossibile riportare le battute, nessuna scontata, tutte intelligenti e sagaci, come i brani della colonna sonora.
Katia Nobbio
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