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DOMINO
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Tony Scott
Sceneggiatura: Richard Kelly
Fotografia: Dan Mindel
Scenografia: Chris Seagers
Costumi: B.
Musica: Harry Gregson-Williams
Montaggio: William Goldenberg
Prodotto da: Samuel Madida, Tony Scott
(USA; 2006)
Durata: 125’
Distribuzione cinematografica: Eagle Pictures
PERSONAGGI E INTERPRETI
Domino Harvey: Keira Knightley
Ed Moseby: Mickey Rourke
Choco: Edgar Ramirez
Taryn Millis: Lucy Liu
Sophye Winn: Jaqueline Bisset
Mark Heiss: Christopher Walken
Figlia del noto attore Lawrence Harvey e della modella Sophie Wynn, Domino Harvey fin da giovanissima si ribellò alla convenzioni del jet set. Suo padre morì quando ella aveva appena otto anni e la madre, nel tentativo di domare il suo carattere, la spedì in collegio, ma con scarsi risultati. La natura di Domino era infatti selvaggia e aggressiva. Persino gli eccessi in cui la madre era stata coinvolta durante la sua breve esperienza di modella, erano ben poca cosa a paragone con le calamità provocate di Domino. Non sorprende, allora, che il suo spirito guerriero l’abbia indotta ad unirsi ad un gruppo di violenti cacciatori di taglie, verso un esperienza folle e dolorosa.
Biopic duro e fuori dagli schemi, il nuovo film di Tony Scott è un opera difficile da prendere sul serio, tanto affonda negli eccessi. Il regista sembra infatti assecondare la rocambolesca vicenda della modella votata alle armi per dar sfogo ad un garbuglio di effetti, che le imprimono un taglio sensazionalistico, sin dall’inizio patinato come il reality show che subentra davvero a metà pellicola. Gli stacchi rapidi e confusi, l’uso frequente della camera a mano, il massiccio lavoro sul colore in post produzione, sono elementi che concorrono a raggiungere un’estetica da videoclip serrata in un esercizio di forma, alibi vantaggioso quando le idee scarseggiano. Di sicuro, l’iniziale turbamento per un modus operandi che pare sempre all’avanguardia, lascia il passo alla scrittura esile della storia e alla sua incapacità di dare spazio ai personaggi, ridotti a marionette in balia di soluzioni riconducibili a qualunque action movie; cinema nel quale “Domino” vorrebbe inserirsi con la plausibilità di una biografia accurata ed emozionante, ma alla fine passando ben lontano dai suoi obiettivi,a causa di una smisurata approssimazione sia in un genere che nell’altro. Per Keira Knightley è un’occasione sprecata, per l’irriconoscibile Mickey Rourke il segno evidente del suo declino.
Francesco Russo
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