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Numero 0 - Gennaio / 1995

   

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V PER VENDETTA (V FOR VENDETTA)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: James McTeguie
Sceneggiatura: Wachowski Brothers, dal romanzo grafico di Alan Moore e David Lloyd, pubblicato in Italia da Magic Press e Rizzoli
Fotografia: Adrian Biddle
Scenografia: Owen Paterson
Costumi: Sammy Sheldon
Musica: Dario Marianelli
Montaggio: Martin Walsh
Prodotto da: Joel Silver, Grant Hill, Andy Wachowski, Larry Wachowski
(USA, Inghilterra, 2006)
Durata: 132’
Distribuzione cinematografica: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

V: Hugo Weaving
Evey: Natalie Portman
Cancelliere Adam Suttler: John Hurt
Detective Finch: Stephen Rea
Dietrich: Stephen Fry
Creedy: Tim Pigott-Smith
Dominic: Rupert Graves
Delia Sturridge: Sinead Cusack

Nel 2020 il Regno Unito è governato da una dittatura, nata in seguito a violenti scontri con il mondo islamico e a un grave avvelenamento agli impianti idrici, costato la vita a migliaia di innocenti. Il popolo ha dato completa fiducia al conservatore Adam Suttler che ha riportato ordine e legalità nel paese. Tuttavia a Londra appare un personaggio mascherato di nome V che, con attentati terroristici, mirati a eliminare gli uomini chiave del governo, ha intenzione di risvegliare la coscienza civile di una popolazione che ha dimenticato il valore della libertà. E’ partner inconsapevole di V la giovane Evey, impiegata presso la rete televisiva di Stato, coinvolta suo malgrado nel piano sovversivo del rivoluzionario. Questa esperienza è destinata a cambiare radicalmente la sua vita, mentre il detective Finch cerca di risolvere il rebus legato agli omicidi, collegati a fatti accaduti dieci anni prima...

V For Vendetta è una graphic novel creata nel 1981 dal disegnatore David Lloyd e dall’inglese Alan Moore, geniale autore di opere di culto quali Watchmen, From Hell e La lega degli straordinari gentlemen. Il romanzo (disponibile per Magic Press e per Rizzoli), ispirato ai classici 1984 di George Orwell e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, risentiva della situazione politica creatasi in Inghilterra con l’avvento al potere di Margaret Thatcher e immaginava un futuro totalitaristico per il paese, simile al nazismo ma più evoluto tecnologicamente. All’epoca il fumetto, pubblicato a puntate sulla rivista Warrior e conclusosi soltanto nel 1989, quando il materiale passò nelle mani della DC Comics, sollevò aspre discussioni e fu criticato per la sua elegia del terrorismo. Si consideri che V nasconde la sua identità con la maschera di Guy Fawkes, cattolico condannato a morte nel 1605 per aver tentato di fare esplodere la Camera dei Lord e che in Inghilterra è considerato un traditore, tant’è che ancor’oggi si festeggia il giorno della sua condanna a morte.

Nella trasposizione cinematografica, scritta e prodotta dai fratelli Wachowski (quelli della trilogia The Matrix), vengono apportate sensibili variazioni al testo: la storia si svolge nel 2020 e non più nel 1998 e la sceneggiatura si sviluppa soltanto su tre personaggi, V, la giovane Evey e il detective Finch, eliminando altri comprimari importanti. La pellicola si dimostra però fedele nella sostanza alle atmosfere del fumetto. Merito dell'incalzante regia dell’esordiente australiano James McTeguie - che ha un passato come aiuto regista dei Wachovski e di George Lucas – che traspone sullo schermo le atmosfere inquietanti delle strisce coadiuvato da un cast tecnico di prim’ordine (lo scenografo Owen Paterson, il fotografo Adrian Biddle e il nostro Dario Marianelli che ha composto le musiche) e da alcuni tra i migliori interpreti inglesi. Stephen Rea (La moglie del soldato) è l’ambiguo poliziotto indeciso tra il suo dovere morale e quello professionale, John Hurt è lo spietato dittatore Suttler, mentre Stephen Fry (Wilde) ha il compito di dare vita all’unico personaggio inventato: quello dell’autore televisivo Dietrich che s’immola per poter esprimere liberamente le proprie idee. Nel ruolo di Evey l'americana Natalie Portman si è dovuta radere a zero e conferisce al personaggio una fragilità tormentata. Quanto a V, merita un plauso l’australiano Hugo Weaving (l’agente Smith di The Matrix) che recita coperto da una maschera e deve sopperire a questo handicap attraverso movenze feline e una voce affascinante che, ahimé, non possiamo apprezzare nella versione doppiata.

Moore per protesta ha ritirato la sua firma sui titoli di testa. Dopo le scottanti esperienze avute con due precedenti trasposizioni cinematografiche, segnatamente La lega degli straordinari gentlemen e La vera storia di Jack lo Squartatore (From Hell), ritiene che la complessità dei suoi fumetti non possa essere trasferita sullo schermo. In questo caso riteniamo però che lo scrittore sia stato troppo severo: di questo V per Vendetta onestamente ci pare non ci sia nulla di cui lamentarsi...

Maurizio Imbriale