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FLIGHTPLAN MISTERO IN VOLO (FLIGHTPLAN)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Robert Schwentke
Sceneggiatura: Peter A. Dowling, Billy Ray
Fotografia: Florian Ballhaus
Scenografia: Alec Hammond
Costumi: Susan Lyall
Musica: James Horner
Montaggio: Thom Noble
Prodotto da: Brian Grazer
(USA, 2005)
Durata: 103'
Distribuzione cinematografica: Buena Vista
PERSONAGGI E INTERPRETI
Kyle Pratt: Jodie Foster
Carson: Peter Sarsgaard
Comandante Rich: Sean Bean
Fiona: Erika Christensen
Stephanie: Kate Beahan
La psicologa: Greta Scacchi
Sconvolta dal dolore causato dalla perdita improvvisa del marito, l'ingegnere aeronautico Kyle Pratt decide di lasciare Berlino per tornare con la sua bambina negli Stati Uniti. Imbarcatasi con la salma del consorte su un Boeing che lei stessa ha progettato, Kyle si addormenta pochi minuti dopo il decollo. Quando due ore dopo si risveglia, sua figlia è sparita: nessuno dei 400 passeggeri l'ha mai vista, non risulta imbarcata e, né il comandante dell'aereo, né tantomeno le assistenti di volo credono che la piccola sia mai salita a bordo. Come se non bastasse un agente federale antiterrorismo, in incognito sull'aeroplano, la tiene d'occhio per evitare che, in preda allo stress, la donna possa commettere un atto inconsulto. Tuttavia Kyle è una donna determinata, disposta a tutto pur di ritrovare la sua piccola...
Dopo un'assenza di tre anni Jodie Foster torna sullo schermo in un ruolo molto simile a quello già interpretato nel thriller di David Fincher Panic Room. Anche stavolta, infatti, la Foster interpreta una madre coraggiosa, fisicamente pronta a correre ogni rischio per difendere la prole. In questo caso la trama somiglia in maniera impressionante al classico di Alfred Hitchcock La signora scompare, quest'ultimo ambientato in un treno.
Nulla di nuovo dunque: in una Hollywood sempre più asfittica di idee originali si ricicla l'esistente puntando sul mestiere. La fattura di Flightplan è ineccepibile e il regista tedesco Robert Schwentke - che si era fatto notare nel 2002 per il thriller Tatoo - dirige con mestiere la vicenda, creando un'atmosfera tesa e ricca di suspense per almeno due terzi della pellicola. Quando poi si arriva alla risoluzione del giallo la trama scricchiola in un finale improbabile e cervellotico.
L'interpretazione della Foster è, come sempre, intensa e credibile, ben supportata dai comprimari: su tutti spicca Peter Sarsgaard, poliziotto di rara doppiezza.
Maurizio Imbriale
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