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QUO VADIS, BABY?
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Gabriele Salvatores
Sceneggiatura: Fabio Scamoni, Gabriele Salvatores
Fotografia: Italo Petriccione
Scenografia: Rita Rabassini
Costumi: Patrizia Chericoni, Florence Emir
Musica: Ezio Bosso
Montaggio: Claudio Di Mauro
Prodotto da: Maurizio Totti, Colorado Film Production
(Italia 2005)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Giorgia: Angela Baraldi
Ada: Claudia Zanella
Andrea Berti: Gigio Alberti
Capitano Cantini: Luigi Maria Burruano
Lucio: Elio Germano
Giorgia ha quarant’anni, vive sola, fuma tantissimo, beve molto, è una donna arrabbiata, di mestiere fa il detective, lavora nella piccola agenzia investigativa del padre che la paga per ficcare il naso nei fatti degli altri. Un giorno arriva un pacco con delle videocassette e Giorgia è costretta, per una volta, a indagare sul suo passato, dopo quindici anni la ferita del suicidio della sorella aspirante attrice si riapre e comincia un viaggio tra ricordi e segreti di famiglia alla ricerca della verità. Per Giorgia si tratta di risvegliare un dolore antico, di abbandonare la corazza che si è costruita per sopravvivere, di affrontare a viso aperto il padre, il “capitano Cantini”, la cui durezza ha provocato tanta sofferenza, e da questa introspezione nel passato la donna riscoprirà se stessa.
Tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Verasani, “Quo vadis, baby” è un noir al femminile, un genere finora inesplorato da Gabriele Salvatores, grande sperimentatore che, per rendere la narrazione - flusso di coscienza del libro, costruisce un triplo sguardo della vicenda combinando mirabilmente i linguaggi cinematografici. Alla dimensione del ricordo, affidata ad immagini in super8 di struggente nostalgia, si sovrappongono quelle del presente, girate in digitale, alternate a quelle “sporche” delle videocassette che costituiscono il racconto della sfortunata sorella della protagonista.
Ambientato in una Bologna “atemporale”, senza riferimenti storici precisi, dai colori grigi e cupi – è quasi sempre buio, e se è giorno nevica – in interni soffocanti, case e locali pieni di fumo e di cose, il film chiede allo spettatore un impegno attivo: come la protagonista, il pubblico segue gli indizi per ricostruire la storia, l’ultimo tassello, in particolare, è affidato completamente allo spettatore, che è libero di interpretare lo scioglimento della vicenda, senza il commento di nessun protagonista, “una dichiarazione di fiducia, e d’amore” afferma il regista. Una costruzione riuscita, supportata dalla spontaneità di Angela Baraldi, perfetta per la donna – uomo che interpreta che, dietro all’aggressività, nasconde grande tenerezza e che, nonostante al complessità, non appesantisce.
Katia Nobbio
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