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Numero 66 - Aprile / 2005

   

I film del mese

 
   
 
 
 



MISSIONE TATA (THE PACIFIER)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Adam Shankman
Sceneggiatura: Thomas Lennon, Robert Ben Garant
Fotografia: Peter James
Scenografia: Linda DeScenna
Costumi: Kirston Mann
Musica: John Debney
Montaggio: Christopher Greenbury
(USA, 2005)
Prodotto da: Roger Birnbaum, Gary Barber, Jonathan Glickman
Durata: 95’
Distribuzione cinematografica: Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI

Shane Wolf: Vin Diesel
Zoe: Brittany Snow
Seth: Max Thieriot
Helga: Carol Kane
Vicepreside Murney: Brad Garrett

L’ufficiale Shane viene incaricato di sorvegliare cinque ragazzi in seguito alla morte di Howard Plummer, loro padre e scienziato di grande importanza per la sicurezza nazionale. Ma in questa circostanza, la sua preparazione militare non gli è d’aiuto: tra neonati, pannolini e adolescenti impegolati nei problemi della crescita, il pluridecorato marine deve affrontare una missione diversa da tutte le altre, diventando parte di una famiglia ed insegnandole a restare unita. Nel frattempo, i nemici di Shane sono sulle sue tracce, pronti a mettere a rischio l’indennità dei Plummer per attuare i loro criminosi piani.

Deciso ad occupare il posto oramai vacante di Arnold Schwarzenegger, Vin Diesel smette i panni del duro spregiudicato e fa il suo ingresso nella commedia con una pellicola per tutte le famiglie, allineata alle tradizionali produzioni Disney: una storia di soldati risoluti ma dal cuore tenero che strizza l’occhio a “Un poliziotto alle elementari” imitandone i procedimenti narrativi, nonostante il film di Ivan Reitman conservi la struttura classica degli action-movies e Schwarzy sia una maschera assai più credibile del suo dichiarato successore. Lasciando da parte una trama oltremodo scontata – che riassume tutti i luoghi comuni del cinema per l’infanzia, dagli adolescenti indocili e da rieducare ai cattivi mondati da ogni ambigua sfumatura – è il titanico Vin l’anello debole di questa fragile catena, poiché il valore centrale del suo ruolo avrebbe richiesto, da parte dell’attore, un maggiore smussamento della sua personalità, sin troppo austera per il contesto.

L’imbarazzante performance che caratterizza il suo esordio comico lascia così trapelare i limiti di una preparazione poco versatile, confinabile alle parti del giustiziere cinico e impetuoso che ne hanno fatto un’icona attraverso film di culto come “Pitch black” e “Fast and furious”. L’unico elemento in grado di strappare qualche risata sembra il folle personaggio della governante Helga (interpretata da Carol Kane) che, proveniente dall’Europa dell’Est, con la sua marcata pronuncia sfoggia un irresistibile campionario di accenti stranieri.

Francesco Russo