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QUALCOSA DI PERSONALE (UP CLOSE AND PERSONAL)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Jon Avnet
Fotografia: Karl Walter Lindenlaub
Sceneggiatura: Joan Didion e John Gregory Dunne
Scenografie: Jeremy Conway
Montaggio: Debra Neil-Fisher
Costumi: Albert Wolsky
Musica: Thomas Newman
Prodotto da: Jon Avnet, David Nicksay, Jordan Kerner
(USA, 1996)
Durata:126'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
PERSONAGGI E INTERPRETI
Warren Justice: Robert Redford
Tally Atwater: Michelle Pfeiffer
Marcia McGrath: Stockard Channing
Bucky Terranova: Joe Mantegna
Joanna Kennelly: Kate Nelligan
Ned Jackson: Glenn Plummer
John Merino: James Rebhorn
Rob Sullivan: Scott Bryce
Tratto molto liberamente dalla biografia di Jessica Savitch, "Qualcosa di personale" racconta l'ascesa della giovane giornalista televisiva Tally Atwater (Michelle Pfeiffer) da cameriera volgaruccia a diva sofisticata di un importante network. Ma e' anche una storia d'amore contemporanea tra la stessa Tally e Warren Justice (Robert Redford) dapprima suo boss e poi mentore e marito; una relazione vista soprattutto come ostacolo per le rispettive carriere.
Avnet ("Pomodori verdi fritti") si affida soprattutto al carisma consolidato dei due protagonisti e li propone nei ruoli in cui possono piu facilmente dispiegare tutto il loro charme (soprattutto il personaggio di Redford appartiene alla sua fortunata mitologia dell'eroe solitario e romantico).
Per quanto riguarda la Pfeiffer, elegante e disinvolta come sempre, Avnet presta molta attenzione ad ogni suo cambio di "look" a testimoniare le nuove incarnazioni professionali, trasformazioni decise sempre dai suoi capi.
La sceneggiatura richiama, anche nella mescolanza tra vita vissuta e vita rappresentata, quella di "E' nata una stella" ed e' stata curiosamente scritta dagli stessi sceneggiatori del terzo remake dello stesso, il peggiore della serie. Detto questo, a conti fatti, il film non si solleva mai oltre la sua buona confezione, la correttezza formale e una volta di piu "political" e da' la brutta l'impressione di durare una buona mezz'ora di troppo.
Alfonso Iuliano
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