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Numero 63 - Gennaio / 1995

   

I film del mese

 
   
 
 
 



NICOTINA – LA VITA SENZA FILTRO (NICOTINA)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Hugo Rodríguez
Sceneggiatura: Martín Salinas
Fotografia: Marcelo Iaccarino
Scenografia: Sandra Cabriada
Costumi: Alejandra Dorantes
Musica: Fernando Corona
Montaggio: Alberto de Toro
Prodotto da: Laura Imperiale, Martha Sosa Helizondo
(Messico, Argentina, Spagna, 2003)
Durata: 93’
Distribuzione cinematografica: IIF

PERSONAGGI E INTERPRETI

Tomson: Jesùs Ochoa
Lolo: Diego Luna
El Nene: Lucas Crespi
Clara: Carmen Madrid
Beto: Daniel Giménez Cacho
Carmen: Rosa Maria Bianchi

Nicotina: quella della cicca che Lolo tiene in bocca senza accenderla mentre lavora al computer per craccare il programma di protezione di una banca svizzera e per spiare la vicina Andrea, di cui è disperatamente innamorato, dalla webcam che le ha piazzato in casa a sua insaputa. Quella della sigaretta che Clara fuma in farmacia di nascosto dal marito violento e nevrotico che glielo proibisce perché ha appena smesso, anche se nasconde un mozzicone in bagno per fumarlo sotto la doccia quando lei non può vederlo. Quella delle sigarette che El Nene aspira con soddisfazione accanto al suo boss della mafia messicana Tomson, che non ha paura di uccidere e rischiare la propria vita, ma è terrorizzato dal fumo passivo. Quella dei sigarini che Carmen fuma uno dopo l’altro mentre si lamenta della vita monotona e misera che il marito barbiere le infligge.

Il fumo è lo spunto che tiene insieme le storie di personaggi tanto diversi destinate ad intrecciarsi in una notte di coincidenze surreali eppure possibili a Città del Messico. Le strade della città diventano un campo di battaglia tra spari, corse, morti, sigarette accese e spente: tutto per prendere venti diamanti che il mafioso russo Svoboda nasconde, assai più determinato a farsi sparare che a farseli rubare. Il fumo segna anche la fine della vicenda, a dimostrazione del fatto che si può morire, con o senza sigarette.

Un gialllo divertente e ritmato, a metà tra il noir e il pulp, montato con lo stile del videogame che sa raccontare una storia assurda con ironia e leggerezza.
Una buona prova per il regista Hugo Rodriguez al suo secondo lungometraggio, supportato dall’interpretazione, nei panni di Lolo, del ventiquattrenne Diego Luna, il nuovo volto del cinema latinoamericano, scoperto e premiato a Venezia nel 2001 per “Y tu mamá también”.

Katia Nobbio