|
SE MI LASCI TI CANCELLO (ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Michel Gondry
Sceneggiatura: George Kaufman
Fotografia: Ellen Kuras
Scenografia: Dan Leigh
Costumi: Melissa Toth
Musica: Jon Brion
Montaggio: Valdís Oskarsdóttir
(Usa 2004)
Durata: 108’
Prodotto da: Steve Golin, Anthony Bregman
Distribuito da: Eagle Pictures
PERSONAGGI E INTERPRETI
Joel: Jim Carrey
Clementine: Kate Winslet
DR. Howard Mierzwiak: Tom Wilkinson
Patrick: Elijah Wood
Stan: Mark Ruffalo
Mary: Kirsten Dunst
Joel è allibito quando scopre che la sua fidanzata Clementine si è sottoposta ad un procedimento per cancellare il loro rapporto dalla sua memoria. Disperato, si rivolge all’inventore di tale procedura, il Dr. Howard Mierzwiak per ripagare la ragazza della stess moneta. I ricordi di Joel svaniscono progressivamente, ma durante il processo Joel riscopre l’amore per l’ex compagna e, dai recessi della mente, lotta per sfuggire alle conseguenze della sua scelta. Il Dr. Mierzwiak e l’équipe che lo assiste si lanciano al suo inseguimento attraverso il labirinto dei ricordi che gremiscono i pensieri di Joel, ma diventa presto chiaro che egli stia cercando rifugio in ogni angolo della sua coscienza per conservare quanto resta del suo amore per Clementine.
A dispetto di un titolo scelto con imbarazzante pragmatismo dalla distribuzione italiana, il film del parigino Michel Gondry ha ben poco a che fare con una commedia sentimentale. E’, piuttosto, un’opera che si appropria di diversi generi cinematografici per dissezionare una storia d’amore, attraverso un’ampia gamma di registri narrativi di cui la fantascienza è il contenitore primario. Sulla falsariga di film come “Stati di allucinazione” e “Linea mortale”, la brillante sceneggiatura di George Kaufman (“Human Nature”, “Essere John Malkovich”) ricompone il fragile ingranaggio del rapporto di coppia alternando con soluzione di continuità i toni del melodramma esistenziale ad un profondo disagio, quasi sempre presagito da atmosfere orrorifiche, a tratti distese da un sentimento nostalgico che trasfigura il contesto in un clima d’innaturale pacatezza. Man mano che il puzzle si compone, l’obiettivo perseguito da Gondry e Kaufman traspare nella cornice onirica del racconto: ossia di simulare il disorientamento provocato dalla frattura di una relazione ancora acerba, trasformando in immagini i frammenti sensoriali che ne costituiscono il ricordo per diffondere ansietà in un giallo dei sentimenti a struttura circolare, parallelo alle sottotrame dei numerosi personaggi coinvolti nella vicenda. E se la memoria sembra fregiarsi di una forma, concreta e percettibile, il merito va dato anche ad un cast di stelle capace d’interagire senza sovrapporsi; in particolare allo straordinario Jim Carrey che, sempre più lanciato nel firmamento dei grandi attori, correda il suo personaggio di maschere oscillanti tra lo humor e l’inquietudine, distintamente iscritte nel bagaglio espressivo di un talento mimico che al presente non ha eguali.
Parabola surrealista sul peso del ricordo nella cognizione della propria identità, corale e al contempo intimista, “Eternal sunshine of the spotless mind” (che prende il titolo da “Eloisa to Abelard” un poema composto da Alexander Pope nel XVIII secolo) ha il suo unico neo in un montaggio d’effetto che appesantisce la macchinosa struttura del film con eccessivo lirismo, in primo luogo reiterando i piccoli episodi da cui dipende la separazione dei due amanti. Ma, alla fine, è visionario ed intelligente quanto serve ad offrire interessanti spunti di riflessione.
Francesco Russo
|