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Numero 59 - Settembre / 2004

   

I film del mese

 
   
 
 
 



L'AMORE RITROVATO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Claudio Piersanti, Carlo Mazzacurati
Fotografia: Luca Bigazzi
Scenografia: Giancarlo Basili
Costumi: Gianna Gissi
Montaggio: Paolo Cottignola
Musica: Franco Piersanti
Durata: 109 minuti
Prodotto da: Bianca Film Piramide Production
Distribuzione cinematografica: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Giovanni: Stefano Accorsi
Maria: Maya Sansa
Franchino: Marco Messeri
Armida: Luisanna Pandolfi
Bice: Vania Rotondi
Armando: Giacomo La Rosa
Sig.ra Ines: Anne Canovas

Giovanni è un giovane impiegato di banca, ha un buon lavoro, da poco un trasferimento nell’ufficio della sua città d’origine: Volterra. A casa ad attenderlo ha una moglie e un figlio, ma quotidianamente nei suoi spostamenti in treno il suo sguardo sembra in cerca di avventure. Le donne gli appaiono numerose e belle, alcune disponibili altre da rincorrere. Proprio su uno di quei treni che percorrono la riviera tirrenica, Giovanni incrocia, senza riconoscerlo, lo sguardo di Maria. Solo pochi istanti dopo che la donna è sparita, egli si ricorda di lei, del suo costume rosso, che faceva chiacchierare tutti, della loro relazione. La cerca, la aspetta alla stazione per vederla ancora. Forse pensa di poterla sedurre facilmente e poi di tornare alla sua vita di tutti i giorni, ma non è così, dopo il loro primo incontro Maria e il suo sorriso apriranno la via ad una nuova relazione.

Liberamente tratto dal romanzo “Una relazione” di Carlo Cassola, il film di Mazzacurati riproduce con fedeltà le atmosfere lontane della fine degli anni quaranta, donando al pubblico una ricostruzione efficace e a tratti nostalgica. Con il libro è forse questo il legame più forte, che scioglie invece molti vincoli nel trattare dei due protagonisti, delle loro sfumature emotive. Mazzacurati si confronta con una storia d’altri tempi, durante i quali l’adulterio portava alla prigione e una donna poteva essere rovinata da una condotta disdicevole. Il regista si allontana così dai temi d’attualità che gli sono stati fin d’ora congeniali, dalle storie di piccola umanità tradita dagli eventi, alle prese con banali esperienze quotidiane ma anche con fatti fantastici ed irreali. L’incontro con quello che si potrebbe definire un genere melò sembra aver valorizzato le ottime capacità registiche di Mazzacurati. Non solo grazie alla bella fotografia di Luca Bigazzi, ma anche per merito di una sceneggiatura credibile e coinvolgente, che non lascia mai spazio al ridicolo mieloso e misura con garbo passione e romanticismo. Grazie soprattutto all’interpretazione di Maya Sansa, capace di riprodurre l’incanto dell’innamoramento in ogni minuziosa sfumatura, con una gestualità mai eccessiva e una capacità d’espressione non comune.

Non collabora alla indiscutibile bellezza del film, invece, una certa tendenza alla ripetizione, che genera un’affastellarsi di scene se non già viste, comunque intuite. L’andare e il venire del treno, che scandisce la relazione, sembra a tratti non finire mai, la felicità rimarcata dei due amanti, solo a momenti svela l’inevitabile fine dolorosa, appiattendo i momenti di oscillazione tra dolore e felicità, il ripetersi cadenzato di più finali invalida la forza emotiva dell’ultimo incontro.

Danila Filippone