THE
QUIET AMERICAN
CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia:
Philip
Noyce
Sceneggiatura: Christopher
Hampton e Robert Schenkkan (dall’omonimo romanzo di Graham Greene)
Fotografia: Christopher
Doyle
Scenografia: Roger
Ford
Costumi: Norma
Moriceau
Musica: Craig
Armstrong
Montaggio: John
Scott
Prodotto da: William
Horberg, Staffan Ahrenberg
(USA, 2003)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E
INTERPRETI
Thomas
Flower: Michael Caine
Alden Pyle: Brendan Fraser
Phuong: Do Thi Hai Yen
Ispettore: Rade Sherbedgia
Hinn: Tzi Ma
Granger: Homes Osborne


Nel
1952 durante la guerra tra Francia ed Indocina il cinquantenne reporter
inglese Thomas Fowler conosce il giovane americano Alden Pyle, il quale
è in Oriente per aiuti umanitari alla popolazione. Nel corso tuttavia
del conflitto Fowler intuisce che dietro al disincantato Pyle si cela
invece uno spietato agente dell’Oss, (oggi CIA). Che piazza bombe a
danno dei civili per favorire il sospetto dell’opinione pubblica contro i partigiani comunisti, e che si
appropria anche della giovane amante vietnamita di Fowler, la dolce
Phuong.
Il
film di Philip Noyce si basa sul romanzo
autobiografico di Graham Greene. Lo
scrittore inglese era stato difatti realmente corrispondente in Vietnam
ed aveva avuto anche una bella e giovane amante del luogo. Inoltre l’intreccio è tipico della narrativa di Greene: quella “greenland” dove
il male si confonde con il bene, dove i protagonisti stimano i loro
antagonisti, e sempre è narrato un rapporto sentimentale e tormentato
con una donna più giovane. Lo stesso personaggio di Pyle Greene deve
averlo creato basandosi sul reporter
americano della guerra del 1944-45 in Italia Ernie Pyle. Il
film di Noyce privilegia però la dimensione passionale più che quella
morale pertinente invece al romanzo: qui Fowler riconosce per
così dire l’onore
delle armi al rivale Pyle e solo di fronte all’olocausto
di civili prende una posizione, che è comunque più emotiva, che
politica. In altri termini Fowler agisce per livore e gelosia nei
confronti di Pyle.
Ciò
decurta senza dubbio la storia (e il protagonista Fowler) di un sostrato
finemente intellettuale e spiritualmente riflessivo. Noyce
dunque trascrive il libro di Greene con
risoluta esecuzione nelle sequenze dinamiche, come la bomba
tra i civili, mentre sfiora senza scalfire l’universo aperto
sull’abisso filosofico di Greene. Michael
Caine è la soluzione drammaturgica più affine al testo, poiché
compensa con una recitazione che lascia intuire una conoscenza profonda
del Greene scrittore una sceneggiatura che è per contro concentrata
quasi esclusivamente sulla love-story a tre, più che sul dilemma
perpetuo e sull’amletica
scelta tra azione e contemplazione.