: Mikado
PERSONAGGI E INTERPRETI
Giovanna: Giovanna Mezzogiorno
Davide: Massimo Girotti
Lorenzo: Raoul Bova
Filippo: Filippo Nigro
Eminè: Serra Yilmaz
Sara: Maria Grazia Bon
Davide giovane: Massimo Poggio



Giovanna
e Filippo sono sposati da nove anni e hanno due bambini. Giovanna,
insoddisfatta del proprio lavoro, è contabile in una polleria
industriale, mentre Filippo si accontenta di lavoretti a breve termine e
non riesce a trovare un impiego fisso e soddisfacente. Tra i bambini e
il lavoro, qualche visita all’amica Eminè, Giovanna trascorre
infelicemente una vita che immaginava diversa.
Di sera, prima di andare a dormire, per pochi istanti con la luce
spenta, fuma e scruta la finestra dell’appartamento di fronte, dove
vive un giovane ed attraente sconosciuto. Un giorno Giovanna e Filippo
si imbattono in un uomo sconosciuto, perso nel centro di Roma, senza
memoria né documenti. Sarà lui, con i suoi strani ricordi che gli si
materializzano intorno, a spezzare la rigidità della vita quotidiana di
Giovanna, trascinata dal desiderio di cambiamento.
Storia
di sentimenti e di emozioni forti, che si ritrovano nella vita di
ciascuno, dopo mesi e magari anni di vuoto e di assenza forzata, questo
film è un dialogo delicato e amorevole tra personaggi di una verità
toccante. L’argomento sembra essere lo stesso di altre
pellicole contemporanee (primo fra tutti Muccino) che sgranano sullo
schermo le disillusioni di coppie normali, i loro sogni infranti e i
loro maldestri tentativi di ottenere dalla vita una nuova possibilità.
Eppure nel film di Ozpetek sembra esserci anche molto più di questo
groviglio di sentimenti, taciuti e dolorosi. Dal senso sommesso ma
penetrante della memoria storica, che quasi riaffiora dal Ghetto e da
altri luoghi di una Roma inconsueta e bellissima, al profondo richiamo
ad una responsabilità oggi sempre più ignorata e delusa, fino ad
arrivare ad una sottile eppure evidente denuncia di malessere (forse
anche politico) il film tratta molti temi, a
volte ripiegandosi sulla scrittura ed esitando nel montaggio, con
qualche slittamento narrativo.
La
storia di questa coppia in crisi, che sembra aver dimenticato la
dolcezza e l’entusiasmo dell’amore di un tempo, commuove e convince,
così come l’incontro, misterioso (“ci sono incontri che ti cambiano
la vita” sottolinea lo stesso Ozpetek) con un uomo che sembra non
avere spazio né tempo e che invece reca su di sé le impronte della
follia umana. Ancora una volta, come ne Le fate ignoranti Ozpetek
racconta la storia di una donna che si protende in avanti e si guarda da
una prospettiva diversa, rimettendo in gioco la propria identità. Non
sono un caso i numerosi riferimenti alla confusione di identità, come
se tutti potessero cambiare ruolo e iniziare a vivere la vita di un
altro e potessero, è proprio il caso di dirlo, vedersi attraverso la
finestra di fronte. Giovanna Mezzogiorno,
perfettamente a suo agio in questo ruolo di scoperta e di crescita non
è mai stata così brava, mentre Massimo
Girotti, immagine impietosa della vecchiaia e del dolore, ha
regalato al pubblico una superba ultima interpretazione.