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COLPEVOLE
D’OMICIDIO
(CITY BY THE SEA)
CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia:
Michael Caton-Jones
Sceneggiatura: Ken Hixon, dall’articolo di cronaca “Mark of a
Murderer” di Mike McAlary, tratto da “Esquire”
Fotografia: Karl Walter Lindenlaub
Scenografia: Jane Musky
Costumi: Richard Owings
Musica: John Murphy
Montaggio: Jim Clark
Prodotto da: Michael Caton-Jones, Brad Grey, Matthew Baer, Elie
Samaha
(USA, 2002)
Durata: 108
Distribuzione cinematografica: Eagle Pictures
PERSONAGGI E
INTERPRETI
Vincent Lamarca: Robert De Niro
Michelle: Frances McDormand
Joey: James Franco
Gina: Eliza Dushku
Spyder: William Forsythe
Henderson: John Doman
Snake:
Brian Tarantina
Dave Simon: Anson Mount
 
Per
questa volta lo perdoniamo. Perché, nonostante tutto, De Niro –
quando vuole – è un grande. Se solo smettesse di fare la parodia di
se stesso e d’interpretare ruoli stereotipati in film commerciali. Qui
è alle prese con il cliché del poliziotto integerrimo, combattuto fra
il senso del dovere e i legami di sangue.
Ritroviamo
in questa pellicola alcuni temi presenti anche in Road to Perdition
(la relazione padre-figlio, la forza distruttiva del crimine, il
coraggio di lottare per avere una seconda chance, etc.). Ma il thriller
psicologico di Caton-Jones, che avrebbe
potuto assurgere ai toni drammatici di una tragedia greca, si stempera,
seppure pervaso d’ironia drammatica, nel mélo. Che dire, ad esempio,
del patriarca innocente, giustiziato sulla sedia elettrica per aver
involontariamente ucciso un bambino, e del nipotino di Vincent-De Niro
che ne eredita il nome? Oppure dell’anticlimax finale con nonno De
Niro in spiaggia a costruire castelli di sabbia insieme all’amato
pargoletto? Per favore…
Sebbene
i dialoghi siano, in linea di massima, fluidi e funzionali allo sviluppo
dell’azione, rasentano il ridicolo durante la confessione di Vincent a
Michelle, soprattutto se si considera la placida e assai poco credibile
reazione della donna. Scopre che il suo compagno le ha sempre mentito,
ha un padre criminale, un figlio tossico omicida e lei che fa? S'accomiata
con garbo? Ma andiamo…
La
struttura presenta evidenti smagliature. Un padre non si fa
vivo con il figlio per anni. Poi, improvvisamente, lotta per salvarlo e
recupera il rapporto con lui in quattro e quattr’otto. Per finire,
quando il padre sembra spacciato di fronte alle minacce di un killer,
ecco che il figlio interviene in suo soccorso proprio al momento giusto,
in maniera tanto tempestiva quanto incredibile.
Apprezzabile invece la contrapposizione fra una
cupa indifferente New York e una squallida melanconica Long Beach,
che diviene metafora delle sgretolate vite affettive di Lamarca senior e
junior. Fra gli attori, James Franco, ex Spider-Man, sfodera intensi
primi piani e sguardi alla James Dean, mentre De Niro sembra
riappropriarsi di uno stile recitativo più sobrio, che non delude.
Quant’è lontano, però, l’interprete di “Risvegli” e “Taxi
driver”.
Paola Daniela
Orlandini
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