Anno VIII - Numero 42 - Marzo 2003

I film del mese


CHAOS

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Coline Serreau
Fotografia
: Jean-François Robin
Scenografia
: Michèle Abbé
Costumi
: Karen Serreau
Musica
: Ludovic Navarre
Montaggio
: Catherine Renault
Prodotto da
: Alain Sarde
(Francia, 2002)

Durata
: 109'
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Hélène: Catherine Frot
Paul: Vincent Lindon
Noemie: Rachida Brakni

Mamie: Line Renaud

Paul e Hélène, giovane coppia borghese, si preparano per uscire a cena, a mala pena si parlano,completamente assorti nei loro gesti quotidiani. Una volta in macchina si trovano di fronte ad una disperata richiesta d’aiuto. Una giovane donna, Malika, inseguita da alcuni uomini batte sui finestrini, ma Paul e Hélène abbassano la sicura e lasciano che venga pestata e ridotta in fin di vita. Il giorno dopo l’episodio sembra dover essere dimenticato ma in realtà Hélène ne è rimasta sconvolta. Dopo aver cercato la ragazza negli ospedali della città, decide di prendersene cura. Malika è una prostituta e i suoi aggressori continuano a minacciarla, ma Hélène le difende in tutti i modi. Quando Malika si sveglia dal coma, tra lei e Hélène nasce una profonda amicizia. Hélène nel frattempo lascia il marito e il figlio e partecipa al piano di Malika per vendicarsi dei suoi aggressori.

Dopo aver firmato la regia di “Tre uomini e una culla”, una tra le commedie di maggior successo degli anni ottanta in Francia, e altre pellicole audaci tra cui “Romuald e Juliette”, Coline Serreau torna con una storia vagamente surreale. Penalizzato da una sceneggiatura pasticciata e contorta, che scivola più di una volta nel ridicolo, vanificandone l’assunto, il film punta verso la visione di un mondo tutto al femminile. Le donne della Serreau sono forti, risolute e decisioniste, prese da una sorta di invasamento vendicativo, riducono gli uomini a tristi macchiette. Peccato che la psicologia dei personaggi tutti, sia uomini che donne, sia schiacciata da un numero di azioni superiori alla tollerabilità di qualsiasi spettatore. 

Allo stesso tempo, pur comprendendo l’idea generale di una coppia di donne che sovverte l’ordine tristemente naturale delle cose, l’inverosimiglianza delle situazioni e la continua ripetizione dei fatti rendono il film a tratti irritante. Mancherebbe solo che Malika portentosa ex prostituta, paladina, di tutte le donne afflitte da un maschio oppressore, avesse anche un mantello da super eroina, per completare il quadro un po’ puerile costruito dalla Serreau intorno alle sue protagoniste.

Danila Filippone


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