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MY NAME IS TANINO
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Paolo
Virzì
Sceneggiatura: Paolo Virzì,
Francesco Bruni, Francesco Piccolo
Fotografia: Arnaldo
Catinari
Scenografia: Ian
Brock, Sonia Peng
Costumi: Alex
Reda
Musica: Don Davis
Montaggio: Jacopo
Quadri
Prodotto da: Carlo Virzì
(Italia, 2003)
Durata: 112'
Distribuzione cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Tanino: Corrado Fortuna
Frank Crudele: Angelo Maria Li Causi
Sally: Rachel McAdams
Angelina: Jessica De Marco
  
Tanino,
ha ventanni e fino a qualche mese prima di trovarsi dove si trova
era un qualsiasi studente di cinema. Oggi è a New york e si accinge
a scrivere una lunga e mail al suo amico, compaesano di Palermo, Giuseppe.
Le vicende intricate e rocambolesche che lo hanno condotto fin lì
sembrano irreali e invece sono completamente vere. Dopo essere partito
alla volta del New England per incontrare Sally Garfield, giovane americana
con cui ha avuto una storia, Tanino si trova catapultato in una tipica
famiglia di benestanti Wasp. Lì svela involontariamente lipocrisia
ben celata che regna in casa. Sfuggito al fucile del padre di famiglia
e sottrattosi alla più piccola di casa che lo vuole tenere con
sé perché somiglia ad Aladino, Tanino viene ritrovato
dalla comunità italiana presso cui si era recato in principio.
Incastrato in un fidanzamento con la figlia del sindaco-boss Li Causi,
il ragazzo scappa non appena possibile
Lultimo
film di Paolo Virzì già tristemente famoso per le vicende
legali legate ai problemi del produttore Cecchi Gori non delude le aspettative
e la curiosità del pubblico. Divertente, scanzonato ma
anche malinconico e tagliente, My name is Tanino
è un road movie allitaliana, che strizza locchio
a molti generi cinematografici, dal cinema davventura alla commedia
italo americana, e gioca abilmente con quasi tutti i luoghi comuni sullItalia
e sullAmerica.
Tanino
è un giovane principe zozzone, ingenuo e incantato, attraverso
i cui occhi il mondo scorre amaro e pieno di contraddizioni. Nella sceneggiatura,
scritta da Virzì con Francesco Bruni e Francesco Piccolo, cè
tutta lAmerica a cui siamo abituati e che ci riguarda ogni giorno
di più: dalla borghesia delle periferie urbane, impregnata di
una sorta di filosofia della conversation e del perbenismo
delle apparenze, allAmerica delle armi, perfettamente descritta
da Moore nel suo Bowling a Colombine. Così come è
presente la mentalità italiana cialtrona, arruffona e mafiosa,
difficile da scrollarsi di dosso quando ci si è nati e cresciuti.
Danila
Filippone
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