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Anno VIII - Numero 44 - Maggio 2003 |
I film del mese |
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| POLLOCK
CAST TECNICO ARTISTICO Regia : Ed HarrisSceneggiatura: Barbara Turner (basato sul libro di Steven Naifeh: ”Jackson Pollock: An American Saga”) Fotografia: Lisa Rinzler Scenografia: Mark Friedbarg Costumi: David C. Robinson Musica: Dondi Bastone Montaggio: Kathryn Himoff Prodotto da: Fred Berner, Ed Harris, Jon Kilik (USA, 2000) Durata: 118’ Distribuzione cinematografica: Columbia PERSONAGGI E INTERPRETI Jackson
Pollock: Ed Harris
“Pollock” tuttavia non è una biografia: è piuttosto un film che parallelamente al processo creativo dell’artista vi affianca quello analogo del regista e protagonista. Ed Harris si impossessa con passione del personaggio leggendario, dell’inventore dell’”action painting”, del ”dripping”, la tecnica dello ’sgocciolamento’ della vernice sospesa sopra la tela stesa in terra. Ne visualizza la percezione distorta della realtà. Celebra l’apologia della disperazione come fonte di edificazione di un’idea irripetibile non con enfasi romantica ma con un rigore formale complementare al carattere introverso del pittore. Che per ossimoro esplodono nel momento decisivo della creazione come esclamazioni che scandiscono un mesto vociare. Ne consegue che la struttura stilistica del film è analoga a quella mentale dell’artista. Il confine tra interpretazione e incarnazione svanisce: Harris non è uno storico ma un attore e cantore. Non allinea fatti, persone e ambienti. Ma rapsodicamente assembla in apparente disordine eventi sintomatici della vis creativa e autodistruttiva di Jackson Pollock. Come nel sottofondo musicale della schizofrenica sinfonia Jazz, la compattezza del suono è conferita dalla totalità dell’insieme, non dalla singola nota. Così le tele sferzate dalla frustate cromatiche si configurano nella loro disperata bellezza solo osservate non da presso ma distaccati di qualche passo. L’oleografico “Frida” di Julie Taylor impallidisce in un istintivo confronto. "Basquiat” di Julianne Schnabel può solo esserne un pallido seguace. E la sequenza in cui Pollock osserva le alghe fluttuanti a pelo d’acqua che suggeriscono a lui e a noi la similitudine con la sua imminente tecnica del ”dripping”, e collegano formalmente natura ed arte non esige altri commenti che la muta contemplazione della idea che si traduce in un’immagine. Come la cupa personalità di Pollock, la verità filmica è srotolata nelle visione asemantica di ogni fotogramma. Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete! |
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