MY
LITTLE EYE
CAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Marc Evans
Sceneggiatura: David Hilton, James Watkins
Fotografia: Hubert Taczanowski
Scenografia: Crispian Sallis
Costumi: Kate Rose
Musica: Bias
Montaggio: Mags Arnold
Prodotto da: Jonathan Finn, Jane Villers, Alan Greenspan,
David Hilton
(USA/G.B./Francia, 2003)
Durata: 96'
Distribuzione cinematografica: UIP
PERSONAGGI
E INTERPRETI
Charlie:
Jennifer Sky
Danny: Stephen O’Reilly
Emma: Laura Regan
Matt: Sean CW Johnson
Rex: Kris Lemche
Travis: Bradley Cooper


Cinque
ragazzi accettano di passare sei mesi della loro vita in una casa di
montagna, totalmente isolata, dove ogni loro gesto verrà ripreso dalle
telecamere e poi trasmesso via Internet: alla fine, avranno una
ricompensa di un milione di dollari. C’è, tuttavia, una condizione:
se uno solo dei partecipanti al gioco rinuncia, anche gli altri perdono
il proprio diritto al compenso. Spinti dalle motivazioni più diverse
(il danaro, il desiderio di diventare famosi, il gusto del rischio), i
giovani trascorrono in relativa serenità quasi tutto il periodo
previsto: quando, però, la loro avventura pare essere avviata verso un
felice scioglimento, nell’abitazione cominciano ad accadere dei fatti
misteriosi...
Diretto
con buon senso del ritmo dal gallese Marc Evans,
qui al suo terzo lungometraggio, “My little eye” aggiorna un tema
classico - quello della scommessa azzardosa legata ad una sinistra
dimora, al centro di pellicole quali “La casa dei fantasmi” (1958)
di William Castle o l’affascinante “Danza macabra” (1964) del
nostro Antonio Margheriti - all’epoca della rete e del Grande
Fratello, di cui il programma rappresentato pare una versione onirica e
survoltata.
E’,
questa, la variante più significativa rispetto all’andamento di un
teen horror che altrimenti si potrebbe definire di routine: assieme alla
consapevolezza - anch’essa antica, dato che l’indimenticabile
“L’occhio che uccide” di Michael Powell è del 1960 - che lo
spettatore è voyeur primario degli omicidi che si svolgono sullo
schermo, fruitore non sai quanto passivo o partecipe dello snuff movie
che si va sgranando sotto il suo sguardo complice. Ben
servito da contributi tecnici di valore (il montaggio
frenetico e spezzettato di Mags Arnold, la soffocante scenografia di
Crispian Sallis), il film può contare pure su un cast convincente ed
affiatato, dove spiccano volti - il Kris Lemche della serie “Nikita”,
il il Sean CW Johnson già apparso in “Power Rangers” - che
certamente rivedremo, in futuro.