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“Credo
che apparteniamo entrambi alla stessa scuola; condividiamo lo stesso
rigore e lo stesso gusto per le storie umane su grande scala. Tuttavia
provo un certo fastidio quando i critici accomunano i nostri lavori. Non
si può sminuire l’importanza dell’opera di Miyazaki paragonandola
alla mia.“ Questa citazione di Akira Kurosawa la dice lunga sull’importanza del cinema di Hayao
Miyazaki, autore che, nonostante
i recenti riconoscimenti internazionali ottenuti per il suo ultimo,
splendido, film "La città incantata", Orso d’Oro a Berlino nel 2002 e
Oscar come miglior film di animazione, nel nostro paese risulta tutt’ora
poco conosciuto. Eppure tutti noi conosciamo almeno un episodio
di alcune delle sue serie televisive, ancor’adesso seguite con fervore
dai nostri figli. “Conan il ragazzo del futuro”, “Lupin”,
“Sherlock Holmes”, sono alcune delle serie a cartoni ideate da questo
geniale sessantaduenne che ha esordito nel campo dell’animazione oltre
quarant’anni fa e che ha sceneggiato, disegnato e diretto alcuni dei
film di maggior successo del cinema giapponese, come il già citato “La
città incantata”, “La principessa Mononoke” e “Kiki delivery’s
service” (questi ultimi due disponibili anche in Dvd).
Il
mondo fantastico di Miyazaki è permeato da elementi della tradizione
antica del Sol levante e al contempo da elementi futuristici, come nel
caso della serie televisiva “Conan il ragazzo del futuro” che immagina
un mondo semi sommerso dalle acque, oppure di “Nausicaa”, laddove il
mondo è minacciato da una giungla tossica perennemente in espansione. Ma
il regista giapponese è anche innamorato dell’Italia e dell’Europa:
Miyazaky ha infatti spesso sceneggiato qui le sue favole come in “Porco
rosso”, ambientato nell’Italia fascista degli anni ’20, dove
l’autore ha potuto omaggiare la sua irrefrenabile passione per gli
aerei, oppure in “Kiki”, tenera favola incentrata su una bambina
strega in un’ambientazione similparigina.
E’
pertanto benvenuto il saggio “Hayao
Miyazaki il dio delle anime” (Editore Le mani, pag. 167, euro 15,00), un libro che colma una
lacuna importante nel panorama editoriale cinematografico. L’autore, Alessandro Bencivenni, non è
solo un critico (suo anche un illuminante studio sul cinema di Peter
Greenaway, edito anch’esso da Le mani) ma è anche lo sceneggiatore di
molti film di Fantozzi e della fortunata serie televisiva Don Matteo. Il suo studio si avvale
quindi di uno stile diretto e colloquiale, che si legge con passione ed
attenzione, scevro da intellettualismi cinefili. Tutta la carriera di
Miyazaki è rievocata film dopo film, fino ai recenti
successi. Ne esce fuori non solo il ritratto di un autore “artigiano”
ma anche quello di un cinema conosciuto in Italia
soprattutto dagli appassionati e che merita invece un’attenzione più
vasta. Ad arricchire il libro una prefazione a cura di Luca Raffaelli ed
una dettagliata filmografia.
Maurizio
Imbriale
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