Anno VIII - Numero 40 - Gennaio 2003

I film del mese


IL SIGNORE DEGLI ANELLI – LE DUE TORRI
LORD OF THE RINGS – TWO TOWERS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura
: Frank Walsh, Philippa Boyens, Stephen Sinclair, Peter Jackson, dal romanzo omonimo di J. R. R. Tolkien, edito da Bompiani
Fotografia
: Andrew Lesnie
Scenografia
: Grant Major
Costumi
: Ngila Dickson, Richard Taylor
Musica
: Howard Shore
Montaggio
: Michael Horton con Jabez Olssen
Trucchi speciali, creature, aramature e Miniature: Richard Taylor
Supervisione effetti visivi: Jim Rygiel
Prodotto da: Barrie M. Osborne, Fran Walsh, Peter Jackson
(USA, 2003)

Durata
: 179'
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Frodo: Elijah Wood
Gandalf il bianco: Ian Mckellen
Aragorn: Viggo Mortensen
Sam: Sean Astin
Pipino: Billy Boyd
Merry: Dominic Monaghan
Gollum: Andy Serkis
Legolas: Orlando Bloom
Gimli: John Rhys Davies
Saruman: Christopher Lee
Galadriel: Cate Blanchett
Arwen: Liv Tyler
Elrond: Hugo Weaving
Theoden: Bernard Hill
Eowin: Miranda Otto
Eomer: Karl Urban
Vermilingua: Brad Dourif
Faramir: David Wenham

La macchina da presa riprende dall’alto le montagne nebbiose mentre all’interno odiamo un vociare indistinto. Nelle viscere della terra Gandalf sta combattendo la sua battaglia contro Balrog, il mostro di fuoco. E’ una lotta impari, che aveva fatto credere a Frodo e alla sua compagnia di avere perso per sempre il loro amato stregone. Ma Gandalf il grigio è sopravvissuto, ha sconfitto il demone e si è  trasformato in un mago ancora più potente. Ora, infatti, si fa chiamare Gandalf il bianco ed è deciso a fare la sua parte nella lotta contro Saruman e Sauron, signore di Mordor.

Fin dall’incipit mozzafiato di questo secondo episodio si capisce che l’atmosfera magica del romanzo di Tolkien neppure stavolta è andata perduta. Le due torri sposta il baricentro narrativo da Frodo all’intera compagnia che, come si ricorderà, si era divisa in tre tronconi al termine della prima parte. Frodo e il suo compagno Sam, sono diretti verso il monte Fato, unico luogo dov’è possibile distruggere l’anello. I due scoprono ben presto di essere seguiti da Gollum, una bizzarra creatura scissa in una doppia personalità (quella buona si chiama Smeagol), che vuole riprendersi l’anello, rubatogli da Bilbo Baggins, e che accetta momentaneamente di fare da guida agli hobbit. 
Nel frattempo il cavaliere Aragorn, l’elfo arciere Legolas e Gimli il nano, giungono nel regno di Rohan, dove il Re Theoden è caduto sotto l’incantesimo di Saruman ed è controllato dal sinistro Vermilingua. Eowyn, la nipote del re, è tra le poche a comprendere cosa sta accadendo. Vorrebbe combattere e si sente attratta da Aragorn, anche se quest’ultimo ha giurato eterno amore all’elfo Arwen.
Infine gli hobbit Merry e Pipino, catturati dagli Uruk-Hai, sono riusciti a fuggire attraverso la misteriosa foresta di Fangorn, dove trovano un inaspettato alleato tra gli alberi secolari...

Queste tre storie parallele proseguono spedite nelle tre ore di proiezione senza mai intrecciarsi tra loro. Il film rimane sostanzialmente fedele al libro, anche se questa volta la sceneggiatura sceglie di far terminare la vicenda due capitoli prima rispetto al romanzo. A questo proposito bisogna aggiungere che le perplessità destate dagli accaniti lettori di Tolkien dopo la visione de La compagnia dell'anello sono destinate a ridimensionarsi poiché la trama con questo nuovo capitolo assume un respiro più ampio e i personaggi definiscono ulteriormente le loro caratteristiche. L'impressione è che un giudizio definitivo sulla versione cinematografica potrà essere dato solo dopo avere visionato l'intera trilogia.

Le due torri è l’episodio più cupo del libro e Peter Jackson conferma di trovarsi ampiamente a suo agio nelle atmosfere tolkieniane, dirigendo da maestro alcune sequenze gotiche che nulla hanno da invidiare ai suoi horror movie. Valgano per tutte l’inquietante sequenza delle paludi infestate dai morti e l’epica, interminabile, battaglia del fosso di Helm, dove per circa un’ora si fronteggiano i diecimila Uruk di Saruman contro un manipolo di umani asserragliati nel castello. Qui il regista neozelandese supera se stesso con coreografie degne del miglior Kurosawa. Ma, nonostante la spettacolarità del film, ciò che impressiona è la cura descrittiva dei personaggi, tutti calibrati nelle loro emozioni, nonché la capacità di mescolare le tecniche di computer animation coi sentimenti. Il Gollum (cui presta corpo e voce Andy Serkis e al quale è stata poi sovrapposta la creatura digitale) è uno di quei personaggi inquietanti degni del miglior Norman Bates, destinati a disturbare il sonno degli adolescenti. Con questo secondo episodio Jackson conferma che non ci sono Gandalf o Saruman che tengano. Il vero stregone del cinema è lui.

Maurizio Imbriale

La scoperta della Terra di Mezzo
di
Luisa Ferrari

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Il Signore degli anelli - La compagnia dell'anello


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