: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Sabina Spielrein: Emilia
Fox
Jung: Iain Glen
Fraser: Craig Ferguson
Marie: Caroline Ducey
La moglie di Jung: Jane Alexander


Una
giovane donna francese, Marie, durante delle ricerche in una biblioteca
di Mosca, sottrae il diario personale di Sabina Spielrein, psichiatra
russa con la quale ella ha in comune il cognome. Al professor Fraser,
che l'ha vista rubare il prezioso documento, Marie decide di raccontare
il motivo del suo interesse per costei. I due iniziano, così, una
ricerca comune a partire dalle flebili tracce lasciate dalla dottoressa.
Sabina Spielrein, quando era ancora giovanissima, mostrava segni di
isteria e gravi disturbi mentali, al punto che i genitori si risolsero a
ricoverarla in ospedale. Lontana dalla Russia, Sabina fu lasciata a
Zurigo, dove Jung - psichiatra, allievo e pupillo di Freud - la curò
secondo il metodo appreso dal maestro, riuscendo a guarirla. Durante la
terapia, Sabina e Jung furono però travolti da un'intensa passione.
Nonostante l'amore, Jung - che era sposato e rivelando la relazione
avrebbe suscitato uno scandalo - decise di lasciare Sabina e rinnegare
la loro relazione. Sabina, allora, scrisse a Freud, chiedendo aiuto. A
distanza di molti anni, ella continuò sempre una fitta corrispondenza
con Jung, anche dalla Russia, ove fece ritorno col marito e la figlia ed
esercitò la psichiatria, insegnando in una scuola chiamata l'Asilo
Bianco. Sabina fu uccisa dai nazisti, nel 1942, nella sinagoga di Rostov.
Roberto
Faenza inizia ad interessarsi al carteggio tra Jung, Freud e
Sabina già nel 1980. Da allora, segue le piste di questa figura
straordinaria e sconosciuta ai più, eppure strettamente legata a Freud
e Jung. Da accurate ricerche nasce questo film, concentrato sul percorso
umano di Sabina e sul suo innamoramento per Jung. Il film - che si porta
dietro una scia di polemiche, legate alle rivendicazioni di paternità
del famoso psicanalista Aldo Carotenuto - si occupa con trasporto della
storia d'amore, pur se in alcuni momenti trascura alcuni particolari
storici. Molto impegnato nella descrizione delle debolezze umane di Jung,
Faenza non nasconde il suo scetticismo (e forse qualcosa di più) per la
psicanalisi, della quale dà un'idea a tratti sommaria. Certo è che
l'intento del film ha poco a che vedere con il metodo psicoanalitico ed
è invece l'occasione per raccontare
l'itinerario di una donna unica, rendendo giustizia alla sua
memoria e facendone conoscere la poco nota vicenda.
Danila
Filippone