Anno VIII - Numero 40 - Gennaio 2003

I film del mese


PRENDIMI L'ANIMA

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Roberto Faenza
Fotografia
: Maurizio Calvesi
Scenografia
: Giantito Burchiellaro
Costumi
: Francesca Sartori
Musica
: Andrea Guerra
Montaggio
: Massimo Fiocchi
Prodotto da
: Jean Vigò Italia, Cowboy Films (Paris) 
(Italia, 2003)

Durata
: 102'
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sabina Spielrein: Emilia Fox
Jung: Iain Glen
Fraser: Craig Ferguson 
Marie: Caroline Ducey
La moglie di Jung: Jane Alexander

Una giovane donna francese, Marie, durante delle ricerche in una biblioteca di Mosca, sottrae il diario personale di Sabina Spielrein, psichiatra russa con la quale ella ha in comune il cognome. Al professor Fraser, che l'ha vista rubare il prezioso documento, Marie decide di raccontare il motivo del suo interesse per costei. I due iniziano, così, una ricerca comune a partire dalle flebili tracce lasciate dalla dottoressa. Sabina Spielrein, quando era ancora giovanissima, mostrava segni di isteria e gravi disturbi mentali, al punto che i genitori si risolsero a ricoverarla in ospedale. Lontana dalla Russia, Sabina fu lasciata a Zurigo, dove Jung - psichiatra, allievo e pupillo di Freud - la curò secondo il metodo appreso dal maestro, riuscendo a guarirla. Durante la terapia, Sabina e Jung furono però travolti da un'intensa passione. Nonostante l'amore, Jung - che era sposato e rivelando la relazione avrebbe suscitato uno scandalo - decise di lasciare Sabina e rinnegare la loro relazione. Sabina, allora, scrisse a Freud, chiedendo aiuto. A distanza di molti anni, ella continuò sempre una fitta corrispondenza con Jung, anche dalla Russia, ove fece ritorno col marito e la figlia ed esercitò la psichiatria, insegnando in una scuola chiamata l'Asilo Bianco. Sabina fu uccisa dai nazisti, nel 1942, nella sinagoga di Rostov.

Roberto Faenza inizia ad interessarsi al carteggio tra Jung, Freud e Sabina già nel 1980. Da allora, segue le piste di questa figura straordinaria e sconosciuta ai più, eppure strettamente legata a Freud e Jung. Da accurate ricerche nasce questo film, concentrato sul percorso umano di Sabina e sul suo innamoramento per Jung. Il film - che si porta dietro una scia di polemiche, legate alle rivendicazioni di paternità del famoso psicanalista Aldo Carotenuto - si occupa con trasporto della storia d'amore, pur se in alcuni momenti trascura alcuni particolari storici. Molto impegnato nella descrizione delle debolezze umane di Jung, Faenza non nasconde il suo scetticismo (e forse qualcosa di più) per la psicanalisi, della quale dà un'idea a tratti sommaria. Certo è che l'intento del film ha poco a che vedere con il metodo psicoanalitico ed è invece l'occasione per raccontare l'itinerario di una donna unica, rendendo giustizia alla sua memoria e facendone conoscere la poco nota vicenda.

Danila Filippone


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