: Buena
Vista Italia
PERSONAGGI E INTERPRETI
Frida Kahlo:
Salma Hayek
Diego Rivera: Alfred Molina
Leon Trotsky: Geoffrey Rush
Tina Modotti: Ashley Judd



Nel
settembre del 1925, la vita della giovane Frida Kahlo cambia
radicalmente. Un incidente stradale segna il suo fisico, costringendola
a letto per un tempo lunghissimo, durante il quale, Frida, con l’aiuto
dei genitori, si dedica alla pittura. Tramite uno speciale cavalletto ed
uno specchio che le permette di vedere il suo corpo martoriato Frida
ritrae se stessa e il mondo da dove lo vede. Quando la pittrice si
ristabilisce, incontra Diego Rivera, già famoso moralista, che apprezza
i suoi quadri e s'innamora di lei. I due si sposano, nonostante lo
scetticismo generale. Diego infatti è già stato sposato e non è
capace di alcuna fedeltà. Eppure Frida gli starà accanto,
accompagnandolo negli Stati Uniti e continuando sempre a dipingere i
suoi “piccoli quadri”. I due ritorneranno poi in Messico, impegnati
nelle vicende politiche e nelle difficoltà continue del loro amore.
Il
film che ha aperto la scorsa edizione del festival di Venezia, arriva
nelle sale con una scia di notizie e pettegolezzi al suo seguito. Dalle
voci che lo davano diretto da Luis
Valdez, già autore de “La Bamba”, all’interpretazione, tanto
attesa quanto vanificata, di Madonna nel ruolo della protagonista, su Frida
si è detto già molto. A questo si aggiunga la crescente “Frida
mania”, che in Italia ha generato una miriade di occasioni di mostre,
retrospettive ed happening a lei dedicati. Non è la prima volta che
l’Italia arriva tardi in una scoperta, dato che l’Europa già negli
anni ottanta, mise in luce la sua opera, esaltandone il valore
surrealista ma soprattutto femminista.
Su Frida Kahlo,
straordinaria pittrice messicana, sposata per quasi tutta la vita a
Diego Rivera, pittore di murales (fra i quali i capolavori che
affrescano il Palacio National a Messico City), sono stati già
realizzati due film, certo poco conosciuti e sicuramente di minor
richiamo di questo, americano, un po’ patinato e arricchito dalla
presenza di molte star internazionali. Eppure, per quanto la laccatura,
tipica delle pellicole hollywoodiane, scintilli al solito a discapito
della vera atmosfera messicana decadente e stropicciata, il
film ha una sua espressività visionaria. Non fosse altro per le immagini che mutano da pitture a
inquadrature, “citando” alcuni quadri (sebbene pochi) della
pittrice. Ci sono di Frida i colori e il fascino che Salma Hayek dona a
tutta la sua figura, risultando molto più bella e meno sofferente della
vera. Ed è un difetto di forma che in fondo si perdona, proprio perché
Frida fu sempre considerata una donna bella e perfetta, a dispetto delle
sue imperfezioni causate da una sorte avversa alla quale si oppose con
tenacia e carattere gioioso. C’è in questo film proprio questo
carattere e tutta l’umanità di Frida, nonché l’amore ambiguo ma
fortissimo tra lei e Diego Rivera. Ci si trovano inoltre i colori e i
sapori del Messico, visti attraverso occhi distanti e un po’ turistici
(gli unici che a qualunque occidentale sia possibile avere verso un
paese che si comprende fino in fondo solo se vi si è nati), ma che
rendono ragione della fascinazione unica e innegabile della cultura
centroamericana sul resto del mondo.