: Twenty
Century Fox
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jolanda:
Laura Morante
Rejas: Javier Bardem
Sucre: Juan Diego Botto
Llosa: Elvira Mínguez


In
un paese dell’America Latina non meglio identificato, un furgone con a
bordo tre uomini e una donna, attraversa un posto di blocco e
si dilegua, sotto gli occhi poco vigili del poliziotto di turno,
prima che le pratiche siano finite. Cinque anni dopo, Rejas, lo stesso
poliziotto, è nella Capitale, con un incarico di maggiore responsabilità.
Rejas, sposato con una donna stupida e irritante, dalla quale ha una
figlia a cui è molto legato, ha rinunciato ad una sicura carriera da
avvocato per non finire colluso con il potere e la corruzione imperante
nelle alte sfere. Ora che è un poliziotto cerca “un modo più
onorevole per servire la legge”, eppure si scontra quotidianamente con
la corruzione che lo circonda. Non appena gli viene affidata
un’importante indagine, Rejas ne è quasi ossessionato. L’uomo al
quale da’ la caccia è un terrorista senza scrupoli, al quale i
seguaci inneggiano con il nome di Ezequiel, seminando morte e scene
raccapriccianti, appendendo cani ai pali della luce dopo averli
imbottiti di dinamite e utilizzando bambini e adolescenti come bombe
umane o killer improvvisati. Rejas, mentre segue le indagini, si rifugia
nell’amore di una donna bellissima e misteriosa: Jolanda, ballerina e
insegnante di danza di sua figlia. La donna, che pure sembra innocente e
rassicurante, in realtà nasconde un segreto.
Prima
regia per John Malkovich, uno tra i più
interessanti attori di Hollywood, considerato da anni un potenziale
regista, questo film si avvale della sceneggiatura di Nicholas
Shakespeare, autore del romanzo “The dancer upstairs”. Il
libro ha colpito a tal punto Malkovich da spingerlo al grande passo. La
storia, vagamente ispirata al movimento terrorista Sendero Luminoso, è
stata seguita da Malkovich e da Shakespeare per ben cinque anni. Il film
è stato girato tra Spagna, Ecuador e Portogallo, avvalendosi dello
sforzo produttivo di Andrès Vicente Gòmez,
produttore indipendente che ha condiviso con Malkovich una precisa idea
realizzativa, rifiutando grandi star ed un taglio cinematografico
hollywoodiano. La
regia, ambiziosa e a tratti azzardata, dona al film un impostazione
fresca, originale e curatissima, che non trascura alcun
particolare, dirige bene gli attori (Bardem straordinario come sempre) e
rende ragione delle atmosfere più suggestive del romanzo. Eppure
il film scorre lento e farraginoso, appesantito da numerosi
episodi e da alcuni vuoti narrativi, che su grande schermo non godono
della compensazione immaginifica della lettura.
Danila
Filippone