Anno VIII - Numero 41 - Febbraio 2003

I film del mese


RICORDATI DI ME

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Gabriele Muccino
Sceneggiatura
: Gabriele Muccino, Heidrun Schleef
Fotografia
: Marcello Montarsi
Scenografia
: Paola Bizzarri
Costumi
: Gemma Mascagni
Montaggio
: Claudio Di Mauro
Prodotto da
: Domenico Procacci per Fandango, Medusa Film, BVI International
(Italia, 2003)

Durata
: 120'
Distribuzione cinematografica
: Medusa Film

PERSONAGGI E INTERPRETI

Carlo Ristuccia: Fabrizio Bentivoglio
Giulia Ristuccia: Laura Morante
Alessia: Monica Bellucci
Paolo Ristuccia: Silvio Muccino
Valentina Ristuccia: Nicoletta Romanoff
Alfredo: Gabriele Lavia
Stefano Manni: Enrico Silvestrin
Attrice: Amanda Sandrelli

Facile. Fin troppo. Prendete due interpreti come Fabrizio Bentivoglio e Laura Morante. Sommateli all’avvenenza di una Monica Bellucci (qui peraltro nella sua prova migliore, finalmente nel ruolo di una donna credibile). Aggiungete un intreccio sentimentale sì, ma con velleità sociologiche, unito ad un marketing da Baci Perugina (la prima a San Valentino, andiamo…). Includete la firma dell’enfant prodige del cinema italiano e le aspettative generate da “L’ultimo bacio”, che “Entertainment Weekly” ha inserito nei dieci miglior film usciti lo scorso anno negli Stati Uniti, gli stessi che hanno rimandato a casa Benigni con la coda fra le gambe. Con simili premesse il nuovo film di Muccino potrebbe fallire ai botteghini?

Poi, smettiamo di arrampicarci sui vetri. La bravura tecnica di Muccino non si discute. Il montaggio parallelo, i piani sequenza e soprattutto la steadycam possono piacere o meno come risorse espressive, ma Gabriele li padroneggia a meraviglia, in una narrazione che incalza il pubblico con un ritmo frenetico, travolgente, ansiogeno come le urla dei protagonisti sullo schermo. Inutile storcere il naso, perché anche Kubrick usava la steadycam. Certo, Muccino non è Kubrick (né lo sarà mai), però non utilizza la macchina a mano in modo gratuito: sa quando può permettersela e quando invece è meglio tornare al carrello, al primo piano, al campo-controcampo.

Tre ciak si merita la conduzione degli attori e l’ottimo cast. Il regista osserva, non assolve, non condanna. La famiglia è in crisi, i suoi valori pure, la tv fa schifo e più che riflettere la società, la plasma a sua immonda immagine e cinica somiglianza, mentre mediocrità, arroganza, volgarità sono ormai delle virtù. La tranche de vie, che Muccino ci offre è amara, quasi spietata, e tuttavia realistica, corretta, lungi da ogni intento moralista.
Però, sembra di stare a “L’ultimo bacio” vent’anni dopo: al centro del mondo diegetico, ancora l’insoddisfazione e lo smarrimento affettivo. La storia di Paolo-Silvio Muccino richiama alla mente “Come te nessuno mai”. Il conflitto prorompe fin dall’inizio, quasi eludendo la riflessione. I personaggi e le loro relazioni rasentano la schematicità, al punto da rischiare lo stereotipo. Comunque, costringono a pensare. E anche questo, oggi come oggi, non è poco.

Paola Daniela Orlandini

Speciale Ricordati di me


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