IL
GIOCO DI RIPLEY
(RIPLEY'S GAME)
CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia:
Liliana Cavani
Sceneggiatura: Liliana
Cavani, Charles McKeown
Fotografia: Alfio
Contini
Scenografia: Francesco Frigeri
Costumi: Fotini Dimou
Musica: Ennio
Morricone
Montaggio: John Harris
Prodotto da: Baby
Films, Cattleya, Mr. Mudd
(Italia, Gran Bretagna, 2003)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica:
01Distribution
PERSONAGGI E
INTERPRETI
Tom Ripley: John Malkovich
Jonathan Trevanny: Dougray Scott
Luisa Ripley: Chiara Caselli
Reeves: Ray Winstone


Tom
Ripley vive in una splendida villa palladiana in Veneto. Sposato con
Luisa una promettente musicista, conduce una vita raffinata
all’insegna dell’arte, della musica e dei piaceri della cucina. Un
giorno però ad un ricevimento Ripley incontra Jonathan Trevanny,
corniciaio inglese, affetto da una malattia allo stadio terminale.
L’uomo fa incautamente un’osservazione su Ripley, definendolo
“rozzo americano”. Ripley è risoluto a vendicarsi e progetta un
sadico gioco nel quale coinvolge Jonathan. Dovendo eliminare un boss
della mafia russa, Ripley pensa di assoldare Jonathan, facendo leva sul
suo desiderio di assicurare alla moglie e al figlio un futuro
economicamente tranquillo. Ripley e Jonathan dunque partono per Berlino
per compiere l’omicidio. Al ritorno dalla Germania, Jonathan si mostra
stranamente euforico, porta con sé molti soldi e tenta di dissimulare
con la moglie Sarah. Ripley, che ha assistito sadicamente al suo gioco,
si considera soddisfatto, ma da Berlino i criminali tornano a farsi
vivi.
Quarto
adattamento cinematografico della serie della nota scrittrice Patricia
Highsmith, sul personaggio di Ripley, “Ripley’s game” si
avvale della saggia regia di Liliana Cavani,
che seppure lontana dalle sue prove migliori, non tradisce le
aspettative di un cinema di qualità. A questo si aggiunga la
solidità del plot ideato dalla Highsmith, che ha subito solo qualche
modifica di tempo e di luogo, aggiornando al duemila i fatti e trasportandoli
nel Veneto, tra bellezze artistiche e raffinatezze culturali. Al
servizio della pellicola anche la fotografia di Alfio
Contini,
già direttore della fotografia ne “Il portiere di notte” e
“Zabriskie Point”, a cui si aggiunge la musica di Ennio
Morricone.
Con questi grandi nomi del cinema italiano di ieri e di oggi, la
pellicola della Cavani, (che ha come diretto avversario “L’amico
americano” diretto da Wim Wenders, non fosse altro perché tratto
dallo steso romanzo) dovrebbe riuscire a conquistare un suo pubblico.
Con la solita ottima
interpretazione di un John Malkovich sempre più europeizzato,
il film scorre facilmente, forse mantenendosi un po’ troppo in un tono
di buona fattura ma assoluta medietà.