Anno VIII - Numero 41 - Febbraio 2003

I film del mese


IL GIOCO DI RIPLEY
(RIPLEY'S GAME)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Liliana Cavani
Sceneggiatura:
Liliana Cavani, Charles McKeown 
Fotografia:
Alfio Contini
Scenografia: 
Francesco Frigeri 
Costumi: 
Fotini Dimou 
Musica:
Ennio Morricone 
Montaggio:
John Harris
Prodotto da:
Baby Films, Cattleya, Mr. Mudd
(Italia,
Gran Bretagna, 2003)
Durata
110'
Distribuzione cinematografica
: 01Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Tom Ripley: John Malkovich
Jonathan Trevanny: Dougray Scott
Luisa Ripley: Chiara Caselli
Reeves: Ray Winstone

Tom Ripley vive in una splendida villa palladiana in Veneto. Sposato con Luisa una promettente musicista, conduce una vita raffinata all’insegna dell’arte, della musica e dei piaceri della cucina. Un giorno però ad un ricevimento Ripley incontra Jonathan Trevanny, corniciaio inglese, affetto da una malattia allo stadio terminale. L’uomo fa incautamente un’osservazione su Ripley, definendolo “rozzo americano”. Ripley è risoluto a vendicarsi e progetta un sadico gioco nel quale coinvolge Jonathan. Dovendo eliminare un boss della mafia russa, Ripley pensa di assoldare Jonathan, facendo leva sul suo desiderio di assicurare alla moglie e al figlio un futuro economicamente tranquillo. Ripley e Jonathan dunque partono per Berlino per compiere l’omicidio. Al ritorno dalla Germania, Jonathan si mostra stranamente euforico, porta con sé molti soldi e tenta di dissimulare con la moglie Sarah. Ripley, che ha assistito sadicamente al suo gioco, si considera soddisfatto, ma da Berlino i criminali tornano a farsi vivi.

Quarto adattamento cinematografico della serie della nota scrittrice Patricia Highsmith, sul personaggio di Ripley, “Ripley’s game” si avvale della saggia regia di Liliana Cavani, che seppure lontana dalle sue prove migliori, non tradisce le aspettative di un cinema di qualità. A questo si aggiunga la solidità del plot ideato dalla Highsmith, che ha subito solo qualche modifica di tempo e di luogo, aggiornando al duemila i fatti e trasportandoli nel Veneto, tra bellezze artistiche e raffinatezze culturali. Al servizio della pellicola anche la fotografia di Alfio Contini, già direttore della fotografia ne “Il portiere di notte” e “Zabriskie Point”, a cui si aggiunge la musica di Ennio Morricone. Con questi grandi nomi del cinema italiano di ieri e di oggi, la pellicola della Cavani, (che ha come diretto avversario “L’amico americano” diretto da Wim Wenders, non fosse altro perché tratto dallo steso romanzo) dovrebbe riuscire a conquistare un suo pubblico. Con la solita ottima interpretazione di un John Malkovich sempre più europeizzato, il film scorre facilmente, forse mantenendosi un po’ troppo in un tono di buona fattura ma assoluta medietà.

Danila Filippone


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