LA
FELICITA' NON COSTA NIENTE
CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia:
Mimmo Calopresti
Sceneggiatura: Mimmo
Calopresti, Francesco Bruni, Heidrun Schleef
Fotografia: Arnaldo
Catinari
Scenografia: Alessandro Marrazzo
Costumi: Silvia Nebiolo
Musica: Franco Piersanti
Montaggio: Massimo Fiocchi
Prodotto da: Bianca film,
Europa corp, Ventura film
(Italia, 2003)
Durata: 112'
Distribuzione cinematografica: Lucky
Red
PERSONAGGI E
INTERPRETI
Sara: Francesca Neri
Sergio: Mimmo Calopresti
Francesco: Vincent Perez
Claudia: Fabrizia Sacchi
Gianni: Peppe Servillo


Sergio è un
avvocato di successo; ricco, dinamico e sicuro di sé, vive a ritmi
velocissimi. Abita in una splendida casa al centro di Roma, con la
moglie ed il figlio piccolo, gli amici non gli mancano e si concede
anche la compagnia di un'amante giovane e bella. Un'esistenza
apparentemente perfetta: eppure, un giorno Sergio sembra arrestarsi
improvvisamente nella corsa verso un futuro sempre più brillante.
Uscito illeso da un incidente potenzialmente mortale, il senso di libertà
e di onnipotenza ha la meglio sulle sue remore sociali. Risoluto a dire
sempre la verità (a costo di sbatterla in faccia a molti, amici e
parenti inclusi), egli si scontra con l'ipocrisia di un mondo che
respinge il suo tentativo di essere libero: ed inizia, pian piano, a
scivolare in un pericoloso isolamento.
Tormentato
dal ricordo di Gianni, un operaio morto a causa sua, Sergio si rivolge
ad una psicologa, ma senza risultato. Una sera incontra una donna,
affascinante e misteriosa, che sta per gettarsi da un ponte: la prende
con sé, la accudisce e se ne innamora. Solo quest'incontro lo distoglie
dal baratro della depressione. Purtroppo, ella sparisce all'improvviso e
Sergio smette di uscire di casa, si rinchiude nel proprio
disagio...
Al suo
quarto film, Mimmo Calopresti dirige,
scrive ed interpreta questo personaggio con grande coinvolgimento. La
storia del cammino intimo e difficile di un individuo, che tenta di
affermare il proprio diritto alla felicità, non è nuova pel cinema
italiano ed è anzi un tema, a volte di sottofondo, che unisce diversi
autori del nostro cinema. Non stupisce, infatti, che il personaggio di
Sergio abbia più di una somiglianza con il Picciafuoco de "L'ora
di religione" di Marco Bellocchio: quasi che il contesto socio
culturale comune ai due registi produca meditazioni ed esiti simili. Il
limite del film, ben interpretato e molto ben diretto, risiede nel fatto
che il racconto interiore stenta a decollare: a trasformarsi,
cioè, da mero diario personale in vicenda umana condivisibile.
Danila
Filippone