Anno VIII - Numero 41 - Febbraio 2003

I film del mese


LA FELICITA' NON COSTA NIENTE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mimmo Calopresti 
Sceneggiatura:
Mimmo Calopresti, Francesco Bruni, Heidrun Schleef 
Fotografia:
Arnaldo Catinari 
Scenografia:
Alessandro Marrazzo
Costumi:
Silvia Nebiolo
Musica:
Franco Piersanti
Montaggio:
Massimo Fiocchi
Prodotto da:
Bianca film, Europa corp, Ventura film 
(Italia, 2003)

Durata
: 112'
Distribuzione cinematografica
: Lucky Red

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sara: Francesca Neri
Sergio: Mimmo Calopresti
Francesco: Vincent Perez
Claudia: Fabrizia Sacchi
Gianni: Peppe Servillo

Sergio è un avvocato di successo; ricco, dinamico e sicuro di sé, vive a ritmi velocissimi. Abita in una splendida casa al centro di Roma, con la moglie ed il figlio piccolo, gli amici non gli mancano e si concede anche la compagnia di un'amante giovane e bella. Un'esistenza apparentemente perfetta: eppure, un giorno Sergio sembra arrestarsi improvvisamente nella corsa verso un futuro sempre più brillante. Uscito illeso da un incidente potenzialmente mortale, il senso di libertà e di onnipotenza ha la meglio sulle sue remore sociali. Risoluto a dire sempre la verità (a costo di sbatterla in faccia a molti, amici e parenti inclusi), egli si scontra con l'ipocrisia di un mondo che respinge il suo tentativo di essere libero: ed inizia, pian piano, a scivolare in un pericoloso isolamento.

Tormentato dal ricordo di Gianni, un operaio morto a causa sua, Sergio si rivolge ad una psicologa, ma senza risultato. Una sera incontra una donna, affascinante e misteriosa, che sta per gettarsi da un ponte: la prende con sé, la accudisce e se ne innamora. Solo quest'incontro lo distoglie dal baratro della depressione. Purtroppo, ella sparisce all'improvviso e Sergio smette di uscire di casa,  si rinchiude nel proprio disagio...

Al suo quarto film, Mimmo Calopresti dirige, scrive ed interpreta questo personaggio con grande coinvolgimento. La storia del cammino intimo e difficile di un individuo, che tenta di affermare il proprio diritto alla felicità, non è nuova pel cinema italiano ed è anzi un tema, a volte di sottofondo, che unisce diversi autori del nostro cinema. Non stupisce, infatti, che il personaggio di Sergio abbia più di una somiglianza con il Picciafuoco de "L'ora di religione" di Marco Bellocchio: quasi che il contesto socio culturale comune ai due registi produca meditazioni ed esiti simili. Il limite del film, ben interpretato e molto ben diretto, risiede nel fatto che il racconto interiore stenta a decollare: a trasformarsi, cioè, da mero diario personale in vicenda umana condivisibile.

Danila Filippone


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