Anno VIII - Numero 41 - Febbraio 2003

Speciale Chicago


CHICAGO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Rob Marshall
Sceneggiatura:
Bill Condon, dall'omonima commedia musicale di Fred Ebb, Bob Fosse, John Kander
Fotografia:
Dion Beebe
Scenografia:
John Myhre
Costumi:
Colleen Atwood
Musica:
John Kander
Montaggio:
Martin Walsh
Prodotto da: 
Martin Richards
(USA, 2002)

Durata
: 113'
Distribuzione cinematografica
: Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI

Roxie Hart: Renée Zelweger
Velma Kelly: Catherine Zeta-Jones
Billy Flynn: Richard Gere
Mama Morton: Queen Latifah
Amos Hart: John C. Reilly
Kitty Baxter: Lucy Liu
Martin Harrison: Colm Feore
Mary Sunshine: Christine Baransky

A Chicago la vita è un palcoscenico e ognuno è in cerca di gloria.
Lo sanno bene Roxie Hart e Velma Kelly, l'una aspirante soubrette, l'altra affermata ballerina nei locali jazz della metropoli. Entrambe vengono arrestate la stessa sera con l'accusa di omicidio. Roxie ha ucciso il suo amante, un venditore di mobili che si è spacciato per talent scout, Velma per avere assassinato il marito, trovato a letto con la sorella. In prigione, in attesa del processo (si profila la forca per entrambe) le due ragazze si rivolgono al principe della difesa, l'avvocato senza scrupoli Billy Flynn, un tipo pronto a tutto per i soldi capace di affermare che "se Gesù avesse avuto cinquemila dollari e si fosse rivolto a me probabilmente le cose sarebbero andate diversamente." L'affermata Velma non ha problemi di denaro ma la squattrinata Roxie deve invece ricorrere all'aiuto del marito Amos, un onest'uomo innamorato della moglie a tal punto da essere disposto ad impegnarsi casa pur di trovare i dollari necessari a garantire la sua difesa. Flynn capisce subito che Roxie è un caso difficile e trasforma l'assassina a sangue freddo in una povera ragazza dalla sorte avversa, aiutato anche da un innegabile talento da parte di quest'ultima, decisa a tutto pur di raggiungere la notorietà.

La vicenda di Chicago si svolge nella metropoli ruggente del 1929 in un America dove le notizie di cronaca nera assumevano un rilievo scandalistico pari a quelle che oggi popolano le nostre televisioni. In questo senso la vicenda risulta tutt'ora di stretta attualità se pensiamo alla popolarità raggiunta da personaggi come O J. Simpson o Monica Levinsky.

Chicago è un progetto rimandato più volte a causa della difficoltà di trasposizione cinematografica. In realtà il musical, ispirato a due processi giudiziari realmente accaduti (i cosiddetti processi di Cook County) era stato trasposto in una pièce teatrale da Maurine Dallas Watkins e aveva già conosciuto due versioni cinematografiche: la prima in un film muto datato 1927, la seconda, dal titolo Roxie Hart, nel 1942, con Ginger Rogers nel ruolo principale. Nel 1975 John Kander, Fred Ebb e Bob Fosse adattarono Chicago per Broadway. Il musical era tutto ambientato su un palcoscenico e risultava dunque difficile trovare la giusta prospettiva per lo schermo. Alla fine Rob Marshall, regista di teatro che ha portato a Broadway la nuova versione di "Cabaret", ha avuto l'idea giusta, proponendo l'intera vicenda dal punto di vista immaginifico di Roxie che reinterpreta tutta la vicenda in chiave musicale. Un'idea già portata sullo schermo in un bel film, passato inosservato in Italia, Pennies from Heaven di Herbert Ross.

Si è parlato di Chicago come di un nuovo modo di fare musical. In realtà la grande novità del film è che se nei precedenti musical (si veda lo stesso Cabaret), la vicenda era interrotta dalle canzoni, qui le canzoni stesse costituiscono il vulnus narrativo e vengono cucite insieme da brandelli di dialogo. Perciò Chicago risulta indoppiabile e va tassativamente gustato nella sua versione originale. Figurativamente il film è strepitoso e fin dalla prima sequenza proietta lo spettatore in un universo fumoso di jazz seducente. Le citazioni sono molteplici: da Cabaret dello stesso Fosse, alla Zellwegger che cita la Marilyn di Diamonds are for girls, alla Zeta-Jones che con il suo taglio a caschetto ricorda una Cyd Charisse più carnale. Tuttavia il riferimento alla cronaca nera, il tratteggio sporco e maledetto del milieu e dei personaggi è evidentemente di matrice brechtiana.

Le coreografie rispettano l'impostazione originaria di Fosse e gli interpreti funzionano alla perfezione. Se Renée Zelwegger e Richard Gere sono attori che prestano efficacemente il loro fisico alla danza, Catherine Zeta-Jones è assoluta protagonista di alcuni numeri di altissimo livello tecnico. Da segnalare poi la cantante Queen Latifah nei panni di Mama Morton, la direttrice senza scrupoli della prigione e John C. Reilly, nei panni del marito tradito. Quest'ultimo è una vera sorpresa quando, vestito da Charlot si esibisce nel brano più malinconico dell'opera "Mr Cellophane". 

Il musical, insieme al thriller, è il genere cinematografico per antonomasia: tutte le fasi della lavorazione (copione, riprese, musica e montaggio), sono tese a suscitare emozioni nel pubblico. Un musical che non suscita piacere, quello che Nabokov chiamava "il brivido dietro la schiena", non è degno di questo nome. Rob Marshall, alla sua prima esperienza cinematografica, dimostra di padroneggiare il mezzo con una sicurezza impressionante.
Film di grande impatto visivo Chicago è una delizia per i nostri sensi assopiti di spettatore e al termine della proiezione si esce euforici e grati verso il regista e gli interpreti per tanto divertimento.

Maurizio Imbriale

Speciale Chicago


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