CHICAGO
CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia:
Rob Marshall
Sceneggiatura: Bill Condon,
dall'omonima commedia musicale di Fred Ebb, Bob Fosse, John Kander
Fotografia: Dion
Beebe
Scenografia: John
Myhre
Costumi: Colleen
Atwood
Musica: John Kander
Montaggio: Martin
Walsh
Prodotto da: Martin
Richards
(USA, 2002)
Durata: 113'
Distribuzione cinematografica: Buena
Vista
PERSONAGGI E
INTERPRETI
Roxie Hart: Renée Zelweger
Velma Kelly: Catherine Zeta-Jones
Billy Flynn: Richard Gere
Mama Morton: Queen Latifah
Amos Hart: John C. Reilly
Kitty Baxter: Lucy Liu
Martin Harrison: Colm Feore
Mary Sunshine: Christine Baransky




A
Chicago la vita è un palcoscenico e ognuno è in cerca di gloria.
Lo sanno bene Roxie Hart e Velma Kelly, l'una aspirante soubrette,
l'altra affermata ballerina nei locali jazz della metropoli. Entrambe
vengono arrestate la stessa sera con l'accusa di omicidio. Roxie ha
ucciso il suo amante, un venditore di mobili che si è spacciato per
talent scout, Velma per avere assassinato il marito, trovato a letto con
la sorella. In prigione, in attesa del processo (si profila la forca
per entrambe) le due ragazze si rivolgono al principe della difesa,
l'avvocato senza scrupoli Billy Flynn, un tipo pronto a tutto per i
soldi capace di affermare che "se Gesù avesse avuto cinquemila
dollari e si fosse rivolto a me probabilmente le cose sarebbero andate
diversamente." L'affermata Velma non ha problemi di denaro ma
la squattrinata Roxie deve invece ricorrere all'aiuto del marito Amos,
un onest'uomo innamorato della moglie a tal punto da essere disposto ad
impegnarsi casa pur di trovare i dollari necessari a garantire la sua
difesa. Flynn capisce subito che Roxie è un caso difficile e trasforma
l'assassina a sangue freddo in una povera ragazza dalla sorte avversa,
aiutato anche da un innegabile talento da parte di quest'ultima, decisa
a tutto pur di raggiungere la notorietà.
La vicenda di Chicago si svolge nella
metropoli ruggente del 1929 in un America dove le notizie di cronaca
nera assumevano un rilievo scandalistico pari a quelle che oggi popolano
le nostre televisioni. In questo senso la vicenda risulta tutt'ora di
stretta attualità se pensiamo alla popolarità raggiunta da personaggi
come O J. Simpson o Monica Levinsky.
Chicago
è un progetto rimandato più volte a causa della difficoltà di
trasposizione cinematografica. In realtà il musical, ispirato a due
processi giudiziari realmente accaduti (i cosiddetti processi di Cook
County) era stato trasposto in una pièce teatrale da Maurine Dallas
Watkins e aveva già conosciuto due versioni cinematografiche: la prima
in un film muto datato 1927, la seconda, dal titolo Roxie Hart,
nel 1942, con Ginger Rogers nel ruolo principale. Nel 1975 John Kander,
Fred Ebb e Bob Fosse adattarono Chicago per Broadway. Il musical
era tutto ambientato su un palcoscenico e risultava dunque difficile
trovare la giusta prospettiva per lo schermo. Alla fine Rob Marshall,
regista di teatro che ha portato a Broadway la nuova versione di
"Cabaret", ha avuto l'idea giusta, proponendo l'intera vicenda
dal punto di vista immaginifico di Roxie che reinterpreta tutta la
vicenda in chiave musicale. Un'idea già portata sullo schermo in un bel
film, passato inosservato in Italia, Pennies from Heaven di
Herbert Ross.
Si
è parlato di Chicago come di un nuovo modo di fare musical. In
realtà la grande novità del film è che se nei precedenti musical (si
veda lo stesso Cabaret), la vicenda era interrotta
dalle canzoni, qui le canzoni stesse costituiscono il vulnus narrativo e
vengono cucite insieme da brandelli di dialogo. Perciò Chicago risulta indoppiabile e va tassativamente gustato nella
sua versione originale. Figurativamente il film è strepitoso e fin
dalla prima sequenza proietta lo spettatore in un universo fumoso di
jazz seducente. Le citazioni sono molteplici: da Cabaret dello
stesso Fosse, alla Zellwegger che cita la Marilyn di Diamonds are for
girls, alla Zeta-Jones che con il suo taglio a caschetto ricorda una
Cyd Charisse più carnale. Tuttavia il riferimento alla cronaca nera, il
tratteggio sporco e maledetto del milieu e dei personaggi è
evidentemente di matrice brechtiana.
Le
coreografie rispettano l'impostazione originaria di Fosse e gli
interpreti funzionano alla perfezione. Se Renée Zelwegger e Richard
Gere sono attori che prestano efficacemente il loro fisico alla danza,
Catherine Zeta-Jones è assoluta protagonista di alcuni numeri di
altissimo livello tecnico. Da segnalare poi la cantante Queen
Latifah nei panni di Mama Morton, la direttrice senza scrupoli
della prigione e John C. Reilly, nei panni
del marito tradito. Quest'ultimo è una vera sorpresa quando, vestito da
Charlot si esibisce nel brano più malinconico dell'opera "Mr
Cellophane".
Il musical, insieme al thriller, è il genere cinematografico per
antonomasia: tutte le fasi
della lavorazione (copione, riprese, musica e montaggio), sono tese a
suscitare emozioni nel pubblico. Un musical che non suscita
piacere, quello che Nabokov chiamava "il brivido dietro la
schiena", non è degno di questo nome. Rob Marshall, alla sua prima
esperienza cinematografica, dimostra di padroneggiare il mezzo con una
sicurezza impressionante.
Film di grande impatto visivo Chicago è una
delizia per i nostri sensi assopiti di spettatore e al
termine della proiezione si esce euforici e grati verso
il regista e gli interpreti per tanto divertimento.