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X-MEN 2
(X2)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Bryan Singer Sceneggiatura: Michael Dougherty, Dan Harris Fotografia: Newton Thomas
Sigel Scenografia: Guy Hendrix
Dyas Costumi: Louise Mingenbach Musica:
John Ottman Montaggio: John Ottman Prodotto
da: Lauren Shuler Donner, Ralph Winter (USA, 2003) Durata: 120' Distribuzione cinematografica: 20th Century Fox
PERSONAGGI E INTERPRETI
Prof. Charles Xavier: Patrick Stewart
Wolverine: Hugh Jackman
Magneto: Ian McKellen
Tempesta: Halle Berry
Rogue: Anna Paquin
Mystica: Rebecca Romijn-Stamos
Nightcrawler: Alan Cumming
  
Sotto la tutela del prof.
Charles Xavier, il telepatico più potente al mondo, il gruppo di mutanti
noto come X-Men impara a controllare i propri poteri rincorrendo il sogno
di un pacifica coesistenza con l’umanità, quando un grave attentato
riaccende la tensione razziale conducendola sull’orlo del più disastroso
conflitto planetario. Stavolta, alla guida del movimento anti-mutanti si
trova William Stryker, un ex-comandante dell’esercito in qualche modo
collegato al passato di Wolverine, che senza preavviso attacca la scuola
di Xavier con un'imponente offensiva militare. Intanto, fuggito dalla sua prigione
di plastica, Magneto propone agli X-Men un’alleanza per fronteggiare al
loro fianco il nemico comune.
Aprendosi
laddove il precedente si era concluso, “X-Men 2” sagoma la spina dorsale di un
progetto che definisce con maggior chiarezza l’idea di “continuità”
caratteristica dei comics Marvel sulla quale intende formarsi: vale a dire
come una saga sistematicamente ripartita, i cui capitoli, abbandonata la
struttura dell’azione autoconclusiva, condividono rapporti di spazio e di
tempo atti a consentire maggior realismo, accumulando informazioni che
seguitano a sommarsi per arricchire il profilo psicologico dei personaggi.
Applicando questa azzeccata strategia narrativa ai suoi X-Men - nel
fumetto già pionieri del racconto seriale - Bryan Singer passa dal
carattere introduttivo del primo film ad una storia che ne svolge le
premesse imponendole come determinanti del suo ingranaggio, a partire dai
leitmotiv della diversità e della persecuzione che inevitabilmente
condizionano l’orientamento tematico dell’universo mutante. Così,
conservati in una sceneggiatura solida e
scorrevole, i personaggi già
incontrati si mescolano ai nuovi rispettando quell’equilibrio organico di
relazioni che è alle origini dell’iconografia del fumetto, misurato al
punto dal riuscire a non dissolversi nelle diverse e difformi fasi
dell’azione, che fluisce più frenetica e complessa rispetto al primo
episodio.
A dominare come un
simulacro di prima grandezza (quale è in tutte le testate Marvel ove
appare) c’è sempre Wolverine, nel ventre di un passato dal cui mistero non
riesce a liberarsi, equidistante dall’inquietudine acerba di Rogue e
dall’atavico rancore di cui Magneto è schiavo, mentre il suo ruolo
prioritario s’imprime nel simbolismo della sua stessa natura, poiché egli
è metonimia di un mondo entro cui il bene ed il male convivono senza
distinguersi, nutriti privatamente per ideologie che finiscono con
l’essere adombrate dall’irresolutezza della loro contrapposizione: la
guerra dei mutanti, per qualunque causa essi lottino, è sempre foriera di
dolore e di perdite. Questi aspetti del loro destino non emergono solo in
Wolverine, ma anche nella personalità degli altri individui, si tratti di
Tempesta o di Nightcrawler, di Pyro o di Mystica, ognuno ben collocato
entro un meccanismo calibrato dal regista col rigore che costituisce la
virtù primaria e insieme il limite del suo talento estetico, dal momento
che il distacco con cui il film è gestito tradisce un’assenza di
complicità che diviene la sua unica ed invalicabile costrizione, oltre la
quale, differentemente dallo “Spider-Man” di Raimi, non riesce a porsi.
Nonostante il suo
formalismo, grazie anche alla bravura del cast e alla bellezza delle
scenografie, “X-Men 2” resta un film che si gode tutto d’un
fiato, ricco degli
ingredienti che distinguono il cinema d’azione e di fantascienza, nonché
delle sorprese destinate ad esaudire molti desideri degli X-fans e a
lasciarli, con la promessa scritta negli occhi di Jean Grey, in trepidante
attesa del terzo episodio.
Francesco
Russo
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