Anno VIII - Numero 43 - Aprile 2003

I film del mese


SECRETARY

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaSteven Shainberg
Sceneggiatura
: Erin Cressida Wilson
Fotografia
: Steven Fierberg
Scenografia
: Amy Danger
Costumi
: Majorie Bowers
Musica
: Angelo Badalamenti
Montaggio
: Pam Wise
Prodotto da
: Steven Shainberg, Andrew Fierberg, Amy Hobby
(USA, 2002)

Durata
: 104'
Distribuzione cinematografica
: Eagle Pictures

PERSONAGGI E INTERPRETI

Lee Holloway: Maggie Gyllenhaal
Peter: Jeremy Davies
Sig. Grey: James Spader
Joan Holloway: Lesley Ann Warren

Appena uscita dall’ospedale psichiatrico Lee, ragazza fragile e insicura, torna dalla sua famiglia che è un campionario di vacuità umana e desolazione interiore: il padre alcolizzato e violento, la madre depressa, la sorella indifferente. Nel chiuso della sua stanza appesantita da ninnoli senza importanza, trionfo del kitch, disseminato in tutta la casa, Lee ritrova la scatola dove sono racchiuse le sue più segrete emozioni. Forbici, lamette, piccole punte metalliche, spille, tintura di iodio e bende. E' infatti così che Lee  crede di controllare il suo disagio interiore, imparando con gli anni a dosare perfettamente la pressione con cui le lame tagliano la pelle. Un giorno Lee risponde all’annuncio di un avvocato in cerca di una segretaria. Il dottor Edward Grey ha un concetto del tutto speciale dei rapporti di lavoro ed esercita la sua autorità con sadismo. Lee sembra essere perfetta per questo ruolo. Tra i due nasce una relazione fatta di punizioni e sculacciate.

Premiato al Sundance Film Festival negli Usa, questo film è il secondo lungometraggio di questo brillante regista: Steven Shainberg. Già autore di “Hit me” ("Colpiscimi"), inedita pellicola dal titolo significativo, Shainberg con questa seconda prova affronta un tema intrigante ma pericoloso. Il film indaga in modo diretto e svelato il mondo delle passioni e delle pulsioni più recondite. Le cose di cui di solito ci si vergogna si trasformano nell’essenza di una relazione amorosa intensa e coinvolgente.  L’amore è visto come luogo di relazione, dove non esistono regole e tutte le leggi possono essere rovesciate. Senza false moralità il “tutto è lecito” scivola con eleganza verso la normalità più assoluta e la storia diventa romantica, di un romanticismo atipico ma del tutto puro e toccante. 

Maggie Gyllenhaal, perfetta nel ruolo, è Lee, che da sgraziata e goffa bambola, diviene un’eroina romantica disposta al sacrificio totale per il suo amato. James Spader, che porta nel film l’eco del “Crash” di Cronenberg, veste i panni di uno stralunato avvocato sadicamente attratto dalle debolezze masochiste di questa giovane donna. Il film è una commedia brillante, audace e decisamente riuscita, convince proprio tutto dalla sceneggiatura alle ambientazioni che oscillano dal dark (si pensi all’ufficio di Grey) al grossolano (la casa della famiglia Holloway), dagli interpreti all’erotismo sadomasochista.

Danila Filippone


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