Anno VIII - Numero 42 - Marzo 2003

I film del mese


THE HUNTED - LA PREDA
(THE HUNTED)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: William Friedkin
Sceneggiatura
: David Griffiths Art Monterastelli Peter Griffiths
Fotografia
: Caleb Deschanel
Scenografia
: William Cruse
Costumi
: Gloria Gresham
Musica
: Brian Tyler
Montaggio
: Augie Hess
Prodotto da
: Ricardo Mestres, James Jacks
(USA, 2003)

Durata
: 97'
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

L.T. Bonham: Tommy Lee Jones
Aaron Hallam: Benicio Del Toro
Abby Durrell: Connie Nielsen
Loretta Kravitz: Jenna Boyd

Aaron Hallam è un ex soldato addestrato alla sopravvivenza e all’omicidio. Dopo aver portato a termine una delicata missione nei Balcani e aver meritato la medaglia al valore, il poveretto impazzisce. Ossessionato dalla paura che qualcuno gli stia dando la caccia, Hallam uccide un paio di cacciatori disseminandone le viscere per i boschi.  L’unico a poter risolvere la faccenda e catturare l’omicida sembra essere il mite L.T. Bonham,  insegnante della scuola di guerra, ormai ritirato a vita privata tra le montagne sperdute, che per caso si trova ad essere l’ex istruttore dell’assassino. La ricerca si rivela fruttuosa, L.T. trova Hallam, che viene catturato. L’uomo però riesce a fuggire, L.T. e Abby Durrell dell’Fbi iniziano una vera e propria caccia all’uomo.

Con una profusione esagerata di mezzi cinematografici, William Friedkin regala al suo pubblico l’ennesimo action movie. Gli ingredienti sono sempre gli stessi, perfino uno dei protagonisti (Tommy Lee Jones) proviene dall’ultimo film “Regole d’onore”. Peccato però che la macchina spettacolare stenti a partire, annoiando terribilmente dopo appena una decina di minuti. Partendo da un dubbio episodio ambientato in Albania, il protagonista, che ha il volto mutevole di Benicio Del Toro, viene presentato come una perfetta macchina di morte, sfuggita al controllo non si sa per quale motivo. Lee Jones, trascinato via dall’isolamento tra le nevi d’alta montagna, è responsabile di aver creato una sorta di mostro senza alcun rimorso e completamente impazzito, al suo fianco, una bella poliziotta dell’Fbi dall’apporto praticamente inutile all’economia del film. 

Impegnato a focalizzare l’attenzione sui particolari disseminati dall’assassino e visibili solo a Lee Jones, Friedkin dimentica di condire con un po’ di vera azione una pellicola che su questa si dovrebbe basare. Niente fascino per i protagonisti né un minimo di credibilità o di sana incredulità da eroi invincibili e titanici, e così il film scivola nell’oblio e arriva ad infastidire. 

Danila Filippone


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