Anno VIII - Numero 43 - Aprile 2003

I film del mese


THE CORE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Jon Amiel
Sceneggiatura
: Cooper Layne, John Rogers
Fotografia
: John Lindeley
Scenografia
: Philip Harrison
Costumi
: Dan Lester
Musica
: Christopher Young
Montaggio
Terry Rawglins
Prodotto da
: Sean Bailey, David Foster, Cooper Layne
(USA, G.B. 2003)

Durata
: 134'
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Maggiore Rebecca 'Beck' Childs:   Hilary Swank
Dr. Josh Keyes: Aaron Eckhart
Dr. Conrad Zimsky: Stanley Tucci
Dr. Ed 'Braz' Brazzelton: Delroy Lindo

Eventi misteriosi sconvolgono la terra: la morte improvvisa e contemporanea di numerose persone nel raggio di pochi chilometri, uccelli impazziti che cadono come sassi, scosse elettromagnetiche che si abbattono al suolo. Le ragioni di tutti gli eventi sono sconosciute. Presto però il geofisico Dr. Josh Keyes elabora un’inquietante teoria secondo la quale il nucleo centrale della terra ha smesso di girare, sconvolgendo l’assetto magnetico del globo e condannandolo alla rapida distruzione. Il governo americano si incarica di far fronte alla crisi e recluta i migliori scienziati del mondo. L’obiettivo è arrivare al nucleo della terra a bordo di un veicolo pilotato dai due astronauti, il maggiore Rebecca “Beck” Childs e il capitano Robert Iverson, per poi far esplodere un dispositivo nucleare che riattivi il nucleo.

Jon Amiel già autore di “Entrapment”, con Sean Connery e Catherine Zeta-Jones,  de  “L’uomo che sapeva troppo poco” con Bill Murray e Joanne Whalley, e del riuscito thriller “Copycat” con Sigourney Weaver e Holly Hunter firma la regia di questo polpettone fantascientifico. Il film basato sui soliti ingredienti, racconta in modo un po’ subdolo quello che da tempo una certa cinematografia americana propaganda orgogliosamente. E’ vero che uno scienziato americano è in effetti colpevole d’aver provocato la quasi distruzione della terra, ma è pur vero che la Nazione sta ponendo rimedio al tutto, senza risparmiarsi minimamente per il bene dell’umanità intera (poco importa di chi è la colpa l’importante è rimediare). 

La morale in fondo è la stessa di sempre condita da catastrofi varie: esplode anche il Colosseo, tanto per farla in barba alla famosa esplosione della Casa Bianca in Indipendence Day. Muoiono in tanti, soprattutto, e per primi quelli sconosciuti e meno avvenenti. Sopravvivono invece i più noti (la Swank) e bellocci (Eckart e di nuovo la Swank), buoni e un po’ innamorati tra loro, (che nessuno divida le nuove coppie che sono il futuro). Ma almeno non si nega una bella tirata finale al povero Stanley Tucci, tutto parrucchino e sciocchezze da scienziato vanesio. Insomma poco più di due ore di effetti speciali, non molto convincenti per dire la verità, ma abbastanza scorrevoli. Certo buone per trascorrere una serata senza pensieri, ma non sufficienti per far rimpiangere la migliore science fiction d’annata di film quali “Viaggio al centro della terra” del lontano 1959.

Danila Filippone


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