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Distribution
PERSONAGGI E INTERPRETI
Maggiore Rebecca 'Beck' Childs: Hilary Swank
Dr. Josh Keyes: Aaron Eckhart
Dr. Conrad Zimsky: Stanley Tucci
Dr. Ed 'Braz' Brazzelton: Delroy Lindo


Eventi
misteriosi sconvolgono la terra: la morte improvvisa e contemporanea di
numerose persone nel raggio di pochi chilometri, uccelli impazziti che
cadono come sassi, scosse elettromagnetiche che si abbattono al suolo.
Le ragioni di tutti gli eventi sono sconosciute. Presto però il
geofisico Dr. Josh Keyes elabora un’inquietante teoria secondo la
quale il nucleo centrale della terra ha smesso di girare, sconvolgendo
l’assetto magnetico del globo e condannandolo alla rapida distruzione.
Il governo americano si incarica di far fronte alla crisi e recluta i
migliori scienziati del mondo. L’obiettivo è arrivare al nucleo della
terra a bordo di un veicolo pilotato dai due astronauti, il maggiore
Rebecca “Beck” Childs e il capitano Robert Iverson, per poi far
esplodere un dispositivo nucleare che riattivi il nucleo.
Jon
Amiel già autore di “Entrapment”, con Sean Connery e
Catherine Zeta-Jones, de
“L’uomo che sapeva troppo poco” con Bill Murray e Joanne Whalley,
e del riuscito thriller “Copycat” con Sigourney Weaver e Holly
Hunter firma la regia di questo polpettone fantascientifico. Il film
basato sui soliti ingredienti, racconta in modo un po’ subdolo quello
che da tempo una certa cinematografia americana propaganda
orgogliosamente. E’ vero che uno scienziato americano è in effetti
colpevole d’aver provocato la
quasi distruzione della terra, ma è pur vero che la Nazione sta ponendo
rimedio al tutto, senza risparmiarsi minimamente per il bene
dell’umanità intera (poco importa di chi è la colpa l’importante
è rimediare).
La
morale in fondo è la stessa di sempre condita da catastrofi varie: esplode
anche il Colosseo, tanto per farla in barba alla famosa esplosione della
Casa Bianca in Indipendence Day. Muoiono in tanti, soprattutto, e per
primi quelli sconosciuti e meno avvenenti. Sopravvivono invece i più
noti (la Swank) e bellocci (Eckart e di nuovo la Swank), buoni e un
po’ innamorati tra loro, (che nessuno divida le nuove coppie che sono
il futuro). Ma almeno non si nega una bella tirata finale al povero
Stanley Tucci, tutto parrucchino e sciocchezze da scienziato vanesio.
Insomma poco più di due ore di effetti
speciali, non molto convincenti per dire la verità, ma abbastanza
scorrevoli. Certo buone per trascorrere una serata senza
pensieri, ma non sufficienti per far rimpiangere la migliore science
fiction d’annata di film quali “Viaggio al centro della terra” del
lontano 1959.