Anno VIII - Numero 43 - Aprile 2003

I film del mese


L'ANIMA GEMELLA

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaSergio Rubini
Sceneggiatura
Domenico Starnone, Sergio Rubini 
Fotografia
Paolo Carnera
Scenografia
Luca Gobbi 
Costumi
Patrizia Chiericoni, Florence Emir 
Musica
Pino Donaggio
Montaggio
Angelo Nicolini
Prodotto da
Vittorio Cecchi Gori
(Italia, 2002)

Durata
96'
Distribuzione cinematografica
Medusa Film e Cecchi Gori Group

PERSONAGGI E INTERPRETI

Teresa: Valentina Cervi
Tonino: Michele Venitucci 
Maddalena: Violante Placido
Angelantonio: Sergio Rubini
Alessandro: Dino Abbrescia

In un paesino del sud d’Italia, Teresa, giovane figlia di un uomo arricchitosi con il commercio del pesce, sta per sposare l’affascinante quanto dubbioso Tonino. Teresa, da sempre insoddisfatta del proprio aspetto fisico, ha invitato alle nozze la bella cugina Maddalena, solo per mortificarla davanti a tutti e dimostrare che Tonino, ex fidanzato di Maddalena, ha infine scelto lei. Purtroppo le cose non vanno come Teresa spera e Tonino, proprio davanti all’altare, vedendo Maddalena, rifiuta il matrimonio e scappa con l’amata. Teresa inferocita e ancora più acida per la perdita di Tonino, giura vendetta alla coppia felice. Disposta proprio a tutto pur di riprendersi il fidanzato, Teresa decide di ricorrere persino alle arti magiche di una fattucchiera del paese. L’anziana donna però non è disposta ad usare le sua arti magiche per scopi malvagi. Teresa trova comunque un alleato in Angelantonio, figlio della fattucchiera interessato a guadagnare soldi.

Sesto lungometraggio per Sergio Rubini, che anche con questa pellicola rimane fieramente legato alle sue origini pugliesi, L’anima gemella è una favola moderna, illuminata dal sole accecante delle terre del sud e accompagnata da una colonna sonora che mischia canti popolari a brani degli anni cinquanta. L’impianto narrativo si snoda piuttosto semplicemente, seguendo lo stile tipico di molte commedie “magiche”, con misteriosi scambi di fattezze umane e alchemiche attrazioni che superano l’aspetto esteriore. Rubini riesce ad attingere al mondo del sud impregnato di arcaismi e riti magici, senza però dare al film un’aria macchiettistica e caricaturale. Emergono qua e là gli aspetti contrastanti di una pugliesità antica ma anche moderna, ancora legata alle fatture e ai prodigi delle mammane, ma allo stesso tempo segnata dal passaggio all’era tecnologica. Ottima anche la prova delle attrici, estremamente credibili nello scambio di fattezze, che porta l’una nel corpo dell’altra cortocircuitando le relazioni affettive, ma trascinando il trio verso il prevedibile happy end. Coraggiosa e ben sostenuta la scelta del dialetto, prepotente in molti punti del film.

Danila Filippone


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