: Medusa
Film e Cecchi Gori Group
PERSONAGGI E INTERPRETI
Teresa: Valentina Cervi
Tonino: Michele Venitucci
Maddalena: Violante Placido
Angelantonio: Sergio Rubini
Alessandro: Dino Abbrescia



In
un paesino del sud d’Italia, Teresa, giovane figlia di un uomo
arricchitosi con il commercio del pesce, sta per sposare
l’affascinante quanto dubbioso Tonino. Teresa, da sempre insoddisfatta
del proprio aspetto fisico, ha invitato alle nozze la bella cugina
Maddalena, solo per mortificarla davanti a tutti e dimostrare che
Tonino, ex fidanzato di Maddalena, ha infine scelto lei. Purtroppo le
cose non vanno come Teresa spera e Tonino, proprio davanti all’altare,
vedendo Maddalena, rifiuta il matrimonio e scappa con l’amata. Teresa
inferocita e ancora più acida per la perdita di Tonino, giura vendetta
alla coppia felice. Disposta proprio a tutto pur di riprendersi il
fidanzato, Teresa decide di ricorrere persino alle arti magiche di una
fattucchiera del paese. L’anziana donna però non è disposta ad usare
le sua arti magiche per scopi malvagi. Teresa trova comunque un alleato
in Angelantonio, figlio della fattucchiera interessato a guadagnare
soldi.
Sesto
lungometraggio per Sergio Rubini, che anche
con questa pellicola rimane fieramente legato alle sue origini pugliesi,
L’anima gemella è una favola moderna,
illuminata dal sole accecante delle terre del sud e
accompagnata da una colonna sonora che mischia canti popolari a brani
degli anni cinquanta. L’impianto narrativo si snoda piuttosto
semplicemente, seguendo lo stile tipico di molte commedie “magiche”,
con misteriosi scambi di fattezze umane e alchemiche attrazioni che
superano l’aspetto esteriore. Rubini riesce ad attingere al mondo del
sud impregnato di arcaismi e riti magici, senza però dare al film
un’aria macchiettistica e caricaturale. Emergono qua
e là gli aspetti contrastanti di una pugliesità antica ma anche
moderna, ancora legata alle fatture e ai prodigi delle mammane, ma allo
stesso tempo segnata dal passaggio all’era tecnologica. Ottima anche
la prova delle attrici, estremamente credibili nello scambio di
fattezze, che porta l’una nel corpo dell’altra cortocircuitando le
relazioni affettive, ma trascinando il trio verso il prevedibile happy
end. Coraggiosa e ben sostenuta la scelta del dialetto, prepotente in
molti punti del film.