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UN
AMORE A CINQUE STELLE
(MAID IN MANHATTAN)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Wayne
Wang
Sceneggiatura: Kevin
Wade
Fotografia: Karl
Walter Lindenlaub
Scenografia: Jane Musky
Costumi: Craig McKay
Musica: Alan Silvestri
Montaggio: Albert Wolsky
Prodotto da: Elaine
Goldsmith-Thomas, Paul Schiff, Deborah Schindler
(USA, 2002)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: Columbia
Tristar
PERSONAGGI E INTERPRETI
Marisa Ventura: Jennifer Lopez
Christopher Marshall: Ralph Fiennes
Caroline Lane: Natasha Richardson
Jerry Siegel: Stanley Tucci

Marisa
Ventura è una giovane madre divorziata, che ogni giorno dalla periferia
della Grande Mela arriva al Beresford Hotel, per lavorare come
cameriera. Insoddisfatta del proprio lavoro, Marisa è troppo insicura
per tentare un avanzamento di carriera. L’occasione sembra però
presentarsi e un’amica fa domanda per lei a sua insaputa. Nel
frattempo Marisa, un sabato di lavoro porta il figlio Ty in albergo con
sé. Caroline Lane, ospite dell’albergo, chiede a Marisa di riportare
alcuni capi d’alta moda alla boutique dell’albergo. Marisa, prima di
riconsegnare i vestiti, si lascia convincere dall’amica Stephanie a
provarli. Proprio in quel momento Ty, annoiato e solo, è in cerca della
madre. In ascensore si imbatte in Christopher Marshall, facoltoso e
affascinante gentleman in corsa per il Senato degli Stati Uniti, il
quale finisce per seguire il ragazzo nella suite dove Marisa sta
provando gli abiti. Christopher crede che Marisa sia un’ospite e la
invita al Central Park. Marisa, affascinata, evita di chiarire
l’equivoco e tra i due nasce qualcosa.
Un’altra
commedia romantica per Jennifer Lopez che
da tempo tenta di nuovo le strade del cinema (iniziate molti
anni fa con film a volte molto riusciti) senza
azzeccare una pellicola. Anche questo film, purtroppo non fa
eccezione, nonostante dietro la macchina da presa ci sia Wayne
Wang, regista capace e brillante, già autore di Chinese Box
(1997) Smoke, Blue in the Face(1995). La storia banale e
anche poco credibile fa il verso a Cenerentola e ovviamente a “Pretty
Woman” di cui ricalca
l’assunto (lei povera e senz’arte né parte, lui ricco, bello e
impossibile). Manca del tutto un vero momento di crisi che metta in
difficoltà il rapporto per poterlo poi portare alla fine catartica e
positiva.
In
questo film sono tutti buoni, le colleghe cameriere, la manager che
raccomanda Marisa come ottima lavoratrice e fa dunque la cosa giusta,
l’adolescente tranquillo e anche geniale, il tirapiedi del politico,
burbero ma in fondo bonaccione, persino la ricca ospite della cui
identità Marisa si approfitta, che muove a compassione tutte le donne
poco fortunate in amore. Per non fare menzione dei due protagonisti, Ralph
Fiennes, noioso e apatico, nella sua bontà totale e deficiente,
durante la quale ha appena il tempo di accennare un momento di
rimprovero per Marisa che ha mentito, e Marisa, brava mamma, brava
amica, brillante lavoratrice, idealista, preparata, che non si sa cosa
ci stia a fare nel ghetto una così ben educata, ben informata, ben
vestita, mai scomposta, insomma una noia totale, dall’inizio alla
fine.
Danila
Filippone
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