Anno VIII - Numero 43 - Aprile 2003

I film del mese


UN AMORE A CINQUE STELLE
(MAID IN MANHATTAN)

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaWayne Wang
Sceneggiatura
Kevin Wade
Fotografia
Karl Walter Lindenlaub
Scenografia
: Jane Musky
Costumi
: Craig McKay
Musica
: Alan Silvestri
Montaggio
: Albert Wolsky
Prodotto da
: Elaine Goldsmith-Thomas, Paul Schiff, Deborah Schindler
(USA, 2002)

Durata
105'
Distribuzione cinematografica
Columbia Tristar

PERSONAGGI E INTERPRETI

Marisa Ventura: Jennifer Lopez
Christopher Marshall: Ralph Fiennes

Caroline Lane: Natasha Richardson
Jerry Siegel: Stanley Tucci

Marisa Ventura è una giovane madre divorziata, che ogni giorno dalla periferia della Grande Mela arriva al Beresford Hotel, per lavorare come cameriera. Insoddisfatta del proprio lavoro, Marisa è troppo insicura per tentare un avanzamento di carriera. L’occasione sembra però presentarsi e un’amica fa domanda per lei a sua insaputa. Nel frattempo Marisa, un sabato di lavoro porta il figlio Ty in albergo con sé. Caroline Lane, ospite dell’albergo, chiede a Marisa di riportare alcuni capi d’alta moda alla boutique dell’albergo. Marisa, prima di riconsegnare i vestiti, si lascia convincere dall’amica Stephanie a provarli. Proprio in quel momento Ty, annoiato e solo, è in cerca della madre. In ascensore si imbatte in Christopher Marshall, facoltoso e affascinante gentleman in corsa per il Senato degli Stati Uniti, il quale finisce per seguire il ragazzo nella suite dove Marisa sta provando gli abiti. Christopher crede che Marisa sia un’ospite e la invita al Central Park. Marisa, affascinata, evita di chiarire l’equivoco e tra i due nasce qualcosa.

Un’altra commedia romantica per Jennifer Lopez che da tempo tenta di nuovo le strade del cinema (iniziate molti anni fa con film a volte molto riusciti) senza azzeccare una pellicola. Anche questo film, purtroppo non fa eccezione, nonostante dietro la macchina da presa ci sia Wayne Wang, regista capace e brillante, già autore di Chinese Box (1997) Smoke, Blue in the Face(1995). La storia banale e anche poco credibile fa il verso a Cenerentola e ovviamente a “Pretty Woman”  di cui ricalca l’assunto (lei povera e senz’arte né parte, lui ricco, bello e impossibile). Manca del tutto un vero momento di crisi che metta in difficoltà il rapporto per poterlo poi portare alla fine catartica e positiva.

In questo film sono tutti buoni, le colleghe cameriere, la manager che raccomanda Marisa come ottima lavoratrice e fa dunque la cosa giusta, l’adolescente tranquillo e anche geniale, il tirapiedi del politico, burbero ma in fondo bonaccione, persino la ricca ospite della cui identità Marisa si approfitta, che muove a compassione tutte le donne poco fortunate in amore. Per non fare menzione dei due protagonisti, Ralph Fiennes, noioso e apatico, nella sua bontà totale e deficiente, durante la quale ha appena il tempo di accennare un momento di rimprovero per Marisa che ha mentito, e Marisa, brava mamma, brava amica, brillante lavoratrice, idealista, preparata, che non si sa cosa ci stia a fare nel ghetto una così ben educata, ben informata, ben vestita, mai scomposta, insomma una noia totale, dall’inizio alla fine. 

Danila Filippone


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